Roma. Vende prodotti vegan: pestata al mercato di Testaccio

Da giorni la minacciavano: "Ti squarcio le gomme della bici e ti gonfio". Avvisi sfociati nelle botte perché la titolare, Barbara, offre prodotti che non prevedono la sofferenza animale. Interventi di Animalisti italiani onlus e della Lav

Foto d'archivio di un mercato

Foto d'archivio di un mercato

Roma, 6 novembre 2015 - Quei prodotti vegani, quegli slogan a favore di un'alimentazione «verde» e contro l'uso di carne e pesce erano da tempo malsopportati tra i banchi del popolare mercato di Testaccio a Roma. E così ieri Barbara, banchista di fede vegana, è stata aggredita da una pescivendola. La denuncia arriva dalla Lega anti vivisezione che esprime al sua solidarietà a Barbara, proprietaria del box 83 «Vegan Store» al nuovo mercato di Testaccio.

Barbara pare avesse già avuto screzi con il box dirimpettaio, una salumeria, e il clima con gli altri venditori non era dei migliori a causa dei volantini esposti che incoraggiano l'adozione di una alimentazione vegana. «Ad aggredire Barbara sarebbe stata, a sorpresa, una pescivendola con la quale mai aveva avuto problemi, la donna ha anche danneggiato vari prodotti facendoli cadere», spiegano dalla Lav.

«È comprensibile che coloro che commerciano alimenti animali non amino chi commercia alimenti non animali essendo una testimonianza concreta di scelte etiche che sempre più persone praticano - dichiara David Nicoli, responsabile LAV Roma - ma giungere a vessare e aggredire chi ha una regolare attività commerciale di prodotti vegani è estremamente grave e intollerabile. Dal momento che questo fatto esecrabile è avvenuto in un mercato comunale, chiediamo al Commissario prefettizio Tronca di testimoniare concretamente solidarietà all'aggredita.»

Sulla vicenda è intervenuta anche un'altra associazione, Animalisti italiani onlus secondo la quale la colpa di Barbara, titolare del banco Vegan Store 83 del mercato di Testaccio, è quella di sevire spiedini di seitan e verdure e di imbottire i panini con il tofu in sostituzione del più comune affettato. “Guarda che ho visto che vieni a lavoro in bici. Stai attenta, ti squarcio le gomme e ti gonfio pure”. Sono solo alcune delle minacce che la donna ha subito. Animalisti Italiani Onlus - www.animalisti.it - esprime massima solidarietà e vicinanza a Barbara, che da quest'estate esercita la sua attività di banchista presso il noto mercato romano e che mercoledì 4 novembre è stata aggredita da altri esercenti che, evidentemente, considerano ciò che è diverso e che offre un'alternativa di scelta al consumatore come un qualcosa che possa minacciare incassi e giro di clientela.

“Non ho paura - racconta Barbara ad Animalisti Italiani - tuttavia non posso negare di sentire il loro odio sulla mia pelle. Il clima è mutato con il trascorrere delle settimane. Inizialmente c'era una sorta di pacifica convivenza ed equilibrio. Poi le cose sono cambiate. Hanno appeso nei loro banchi cartelli con scritto 'Salva la pianta e mangia il vegano', poi i dissapori e le minacce. Finché, il mercoledì appena trascorso, sono arrivati a mettermi le mani in faccia”. Prepara piatti vegani, propone prodotti cruelty free ed è apertamente contraria allo sfruttamento e la tortura degli animali ai fini alimentari. Ebbene, la sua – nel mercato di Testaccio – è evidentemente una voce fuori dal coro che in molti vogliono azzittire e intimidire. Anche con la violenza.

Così il Vice Presidente di Animalisti Italiani, Pier Paolo Cirillo: “L'episodio di Barbara conferma come chi è abituato a ricavar profitto dallo sfruttamento degli animali abbia, puntualmente, una tendenza a comportamenti violenti. L'associazione Animalisti Italiani esprime massima solidarietà ad una persona che è stata aggredita per ignoranza e per la fobia verso il diverso, in qualunque forma si manifesti”. Barbara non ha alcuna intenzione di mollare né di farsi intimidire. Le hanno detto che le bruceranno il box, che se non la pianta con i suoi incensi e prodotti cruelty free le daranno una lezione. “Non sono intimorita ma mi sento a disagio - commenta -. Ringrazio chi mi è stato vicino e chi continua a passare a trovarmi per vedere come sto e non farmi sentire sola. In un altro Paese, sebbene tutti gli Stati abbiano le loro falle, probabilmente non sarebbe accaduto”. Per contatti con la nostra redazione: animali@quotidiano.net