Sciacca. Enpa sterilizzerà i cani di proprietà, l'Asl penserà ai randagi

La Protezione animali in azione dopo la strage di cani anche con la fornitura di 500 chili di pet food. "Gli interventi porteranno risultati consistenti solo se ci sarà la collaborazione delle istituzioni"

Cane in una foto di repertorio L.Gallitto

Cane in una foto di repertorio L.Gallitto

Roma, 21 febbraio 2018 – Le Asl sterilizzeranno i randagi di Sciacca (Agrigento), l’Enpa i cani di proprietà a Sciacca e a Canicattì. Lo rende noto Paola Tintori, referente della Protezione Animali per la Sicilia. L’iniziativa antirandagismo della Protezione Animali viene promossa nell’ambito del progetto “Sterilizzazioni meticci di famiglia” (già attivo nel resto dell’isola) e dovrebbe partire a breve: le procedure propedeutiche sono già state avviate – a tempo di record – e si stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli dell’intervento. «Abbiamo puntato ad agevolare le sterilizzazioni dei cani di proprietà – spiega Tintori – i quali, lasciati spesso liberi sul territorio, sono tra i principali responsabili dell’incremento della popolazione canina e, quindi, del randagismo», riferisce una nota della Protezione animali.

Ma il progetto promosso dall’Ente Nazionale Protezione Animali sarà pienamente efficace soltanto se le istituzioni, soprattutto la Regione, saranno disposte a cambiare atteggiamento rispetto al recente passato. Rispetto, cioè, ad anni in cui le amministrazioni regionali pretendevano di ignorare l’esistenza stessa di un’emergenza randagismo o, peggio ancora, pensavano che essa potesse magicamente risolversi da sola. Il massacro di Sciacca è il risultato di queste politiche fallimentari. Di cui è responsabile anche il Comune, incapace di non solo cogliere i segnali d’allarme ma di pianificare interventi preventivi e repressivi, accusa l'Enpa nel suo comunicato.

Intanto, sul territorio prosegue l’attività di monitoraggio della Protezione Animali, spesso a supporto di altre associazioni. Dopo la mobilitazione dell’Enpa di Catania e di Adrano (Catania), in collaborazione con Agrigento, a Sciacca è intervenuta anche la Sezione di Carini (Palermo) con ben 500 chili di pet food distribuiti sia ai volontari che hanno preso in custodia alcuni dei randagi delle Fornaci sia ai volontari che si occupano di altri cani senza famiglia, si legge ancora nel documento.

«Sappiamo che alcuni animali sono stati presi in custodia dai volontari, ma riteniamo che sul posto ne siano ancora presenti una decina. Quantificare il loro numero – dice il presidente dell’Enpa di Carini, Paride Martorana – è molto difficile poiché l’area dei capannoni, ora sotto sequestro, non è recintata in modo opportuno ed è pertanto accessibile ai randagi, per i quali rappresenta un riparo dal freddo e dalla pioggia. E’ essenziale che il Comune disponga la bonifica dell’area e proceda al recupero dei cani sopravvissuti. A nostro avviso, la zona non è ancora in sicurezza. Ringrazio l’associazione “Verde e Cani” di Firenze e l’ambulatorio veterinario Arena Ostino Bivio Foresta – GruppoCvit per il supporto che ci hanno dato», prosegue la nota.

Scheda del progetto “Sterilizzazioni meticci di famiglia”

Il progetto “Sterilizzazioni meticci di famiglia”, promosso da Enpa nell’ambito della Rete Solidale, ha l’obiettivo di ridurre il fenomeno incontrollato delle cucciolate provenienti dai cani di proprietà, intervenendo proprio su quei cittadini che per diversi motivi non abbiano ancora sterilizzato e iscritto i loro animali all’anagrafe canina.

Una parte delle spese finalizzate alla sterilizzazione ed alla microchippatura dei meticci padronali viene sostenuta, in accordo con gli ambulatori e le cliniche veterinarie che aderiscono al progetto, dalla Rete Solidale ENPA, iniziativa di cooperazione allargata che coinvolge, oltre alle Sezioni Enpa, anche altri soggetti associativi. La parte restante è a carico del proprietario del cane. Il proprietario e Rete Solidale verseranno, ciascuno, la quota di loro spettanza, direttamente al medico veterinario. Il progetto “Sterilizzazioni meticci di famiglia” ha una durata complessiva di 12 mesi, ma può essere rinnovato al ricorrere delle condizioni stabilite da Enpa, conclude la nota. animali@quotidiano.net