Giovedì 18 Aprile 2024

Napoli protesta contro le perreras ma il console spagnolo non si fa trovare

Partito animalista europeo e Animalisti attivisti Napoli in piazza per chiedere che sia messa fine alla barbarie dell'uccisione di cani e gatti randagi in Spagna. Il presidente del Pae: "Solidarietà a quanti non possono più manifestare a causa della legge bavaglio iberica"

Un momento della manifestazione a Napoli

Un momento della manifestazione a Napoli

Roma, 17 luglio 2015 - Mercoledì 15 luglio si è svolta la manifestazione davanti il Consolato spagnolo di Napoli per chiedere l'abolizione della soppressione di animali sistematicamente praticata in tutti canili denominati Perreras  presenti in Spagna. Sebbene la Questura avesse militarizzato ed informato il Consolato della manifestazione, gli uffici sono stati chiusi anticipatamente. "La legge spagnola legalizza l'uccisione di cani e gatti randagi a distanza di pochi giorni dalla cattura, ciò è inaccettabile. Siamo scesi in piazza per chiedere alle istituzioni iberiche di cancellare questa ignobile legge irrispettosa dei principi della Carta europea sul benessere animale, ma dei diplomatici neanche l'ombra. Comportamento inaccettabile per i rappresentanti del Governo Rajoy che hanno chiuso qualsiasi apertura al dialogo democratico pur sapendo della protesta", ha dichiarato il presidente del Partito animalista europeo, Stefano Fuccelli.

"Altrettanto  deplorevole il comportamento della Questura che si è rifiutata di contattare, su nostra formale istanza, i diplomatici spagnoli asserendo di non essere in possesso dei loro riferimenti telefonici. Ma il fatto ancora più meschino è la pressione esercitata dal Consolato iberico sulla nostra Tv di Stato,al fine di censurare Il dissenso dei manifestanti , sebbene la troupe di Rai 3 abbia registrato l'intera manifestazione", ha aggiunto Stefano Fuccelli. "La mobilitazione va anche in sostegno degli attivisti spagnoli che non potranno più manifestare a seguito della "legge bavaglio" che nega il diritto di protestare pacificamente e di esprimere collettivamente un’opinione. Dal 1° luglio è entrata in vigore l'ignobile legge che riporta la Spagna ai tempi bui della dittatura franchista e la fa ripiombare in uno stato di polizia.", ha concluso il presidente del Pae.  Alla manifestazione organizzata dal movimento politico Partito Animalista Europeo e dalla associazione Attivisti Animalisti Napoli hanno parteciperato Fronte Animalista, M.P.A.A., singoli attivisti e cittadini sensibili appartenenti alla società civile.

Vari gli striscioni, alcuni scritti in spagnolo fra i quali alcuni rivolti ai “ veterinari esecutori”, ossia i veterinari che uccidono cani, gatti e altri animali ,  giovani e sani, nelle perreras. Grande commozione, anche da parte dei passanti, per le foto esibite in piazza: erano le immagini di cani e gatti, giovani e sani,  uccisi nelle perreras dall’inizio di giugno al 10 luglio 2015.   In Spagna i cani e i gatti catturati per strada, dopo 10 giorni, vengono uccisi in camera a gas. Ogni anno , in quel paese, oltre 30.000 cani vengono ammazzati nei canili. Gli animali non muoiono subito, agonizzanti, vengono uccisi a bastonate o, ancora vivi, buttati nei forni crematori. "E’ una profonda vergogna che in uno Stato dell’ Unione europea sia perpetrata tale barbarie.", riferiscono gli animalisti. Per contatti con la nostra redazione: [email protected]