Lunedì 20 Maggio 2024

"Troppe contraddizioni: prete predica la misericordia ma caccia il cane"

Animalisti italiani onlus interviene sulla vicenda della signora buttata fuori da una chiesa di Roma perché accompagnata dal suo labrador

Giovane labrador in una foto L.Gallitto

Giovane labrador in una foto L.Gallitto

Roma, 19 novembre 2016 - "Predicare l'amore universale e praticare lo specismo, la segregazione, il disprezzo per vite giudicate inferiori e forse percepite come fastidiose. È quanto accaduto a Roma, quartiere Parioli, presso la chiesa di Santa Teresina in Panfilo. Una signora vi si era recata per assistere alla messa del mattino in compagnia del suo cane, un Labrador chocolate di nome Zen che si era posizionato accanto alla padrona senza dare fastidio a nessuno" riferisce una nota di Animalisti italiani onlus.

"Ma la semplice presenza dell'animale è stata giudicata intollerabile dal sacerdote che stava officiando la messa: col microfono ha intimato alla signora di allontanarsi facendo uscire immediatamente il cane dalla chiesa" riferisce ancora la nota.

"Un gesto indecente, per il quale la signora ha giustamente provato rabbia e frustrazione, e che fa tornare di attualità la contraddizione etica di una parte del mondo cattolico, sempre pronto a dispensare messaggi di amore incondizionato per il prossimo, ma poi protagonista di gesti di esclusione come questo" scrivono ancora gli attivisti di Animalisti italiani onlus.

"La deriva antropocentrica di alcuni rappresentanti del cattolicesimo è sconcertante - dichiara Walter Caporale, Presidente di Animalisti Italiani Onlus - Per loro gli animali rappresentano uno scarto del creato, esseri inferiori che non meritano rispetto, e che di cui l'uomo può disporre a piacimento. Guai poi a chi se ne prende cura, perché a loro parere li sta mettendo sullo stesso piano degli esseri umani, e non sia mai. Questo sacerdote, come molti altri, non comprende che l'amore per gli animali rappresenta una prima forma di amore per l'altro, e non è affatto alternativo all'amore per l'uomo. Ma qui sta l'abominevole contraddizione: la Chiesa ci dice di amare chi è debole e indifeso, purché sia un essere umano. Se si tratta di un animale, il precetto non vale più. È ora di dire basta a questa doppia morale, mi auguro che alti rappresentanti del clero stigmatizzino il comportamento di questo sacerdote quanto prima". Il gesto di questo sacerdote va contro il messaggio non solo di Papa Francesco ("Dobbiamo avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l'ambiente in cui viviamo"), ma anche di molti altri pontefici. Paolo VI, ad esempio, si esprimeva così sugli animali e il creato: "Gli animali sono la parte più piccola della Creazione, ma noi un giorno li rivedremo nel mistero di Cristo" . Parole su cui tanti esponenti del mondo cattolico dovrebbero riflettere profondamente, conclude il comunicato di Animalisti italiani onlus. Per contatti con la nostra redazione: [email protected]