Spanish bullfighter Jose Maria Manzanares performs a pass to a bull in the arena during the traditional Easter Feria in Arles, Southern France, April 19, 2014.  The four-day Arles Feria or Feria de Paques opens the French bullfight season in April during a long Easter weekend and is held in the Roman-built arena. Several hundred thousand people visit the city of Arles in the Provence region with tens of thousands of aficionados who attend the bullfights. The picture was taken with a slow shutter speed. Picture taken April 19, 2014.   REUTERS/Jean-Paul Pelissier (FRANCE - Tags: SOCIETY ANIMALS)
Spanish bullfighter Jose Maria Manzanares performs a pass to a bull in the arena during the traditional Easter Feria in Arles, Southern France, April 19, 2014. The four-day Arles Feria or Feria de Paques opens the French bullfight season in April during a long Easter weekend and is held in the Roman-built arena. Several hundred thousand people visit the city of Arles in the Provence region with tens of thousands of aficionados who attend the bullfights. The picture was taken with a slow shutter speed. Picture taken April 19, 2014. REUTERS/Jean-Paul Pelissier (FRANCE - Tags: SOCIETY ANIMALS)

Roma, 28 ottobre 2015 - Colpo mortale alle corride spagnole. Il Parlamento Europeo chiude i rubinetti: aboliti i 129,600,000 euro destinati ogni anno agli allevamenti spagnoli dei tori da combattimento. Il dado è tratto: 438 eurodeputati su 687 hanno votato a favore dell'abolizione dei fondi europei alla corrida. L'Associazione Animalisti Italiani Onlus -www.animalisti.it - che da anni si batte, da sola in Italia ma per fortuna con altre organizzazioni in Europa (CRAC, PeTA, PACMA e altre) per evitare che le corride sopravvivano solo grazie alle nostre tasse, ai soldi dei cittadini europei, ha reso nota la notizia.

 "Manifestazioni, presidi, raccolte di firme (oggi stesso un nostro delegato ha consegnato a Strasburgo le migliaia di firme raccolte con la Campagna 'Stop Corrida'), lettere a tutti gli Eurodeputati italiani ed europei e ai partiti. Gli sforzi e le energie spese non sono state vane. Le nostre ultime manifestazioni a Napoli ( martedi 27 ottobre) e a Roma (26 ottobre) hanno accolto il favore dei media e dei cittadini. "L'inizio della fine delle corride spagnole: questo rappresenta lo storico voto di oggi a Strasburgo" - così Walter Caporale e Mauro Mitrotti, Presidente e Responsabile Campagna corrida degli Animalisti Italiani Onlus - "Presto renderemo pubblica la Lista di come hanno votato i nostri Europarlamentari. Ma siamo felici, orgogliosi e fieri, come Animalisti Italiani Onlus, di aver guidato questa battaglia in tutta Europa, oltretutto isolati in Italia. Togliere oltre 129 milioni di euro alle corride spagnole significa, ora che sempre più amministrazioni locali bloccano i fondi pubblici, assestare un colpo forse definitivo alle corride, con le plaza de toros ormai vuote. Oggi hanno vinto gli animali! Evviva i tori, evviva l'Europa! Oggi noi eravamo a Strasburgo: per loro, e per vincere".

“Ringraziamo gli Europarlamentari del M5S e i Verdi Eropei - prosegue Mitrotti - perché per due anni di seguito hanno accolto le nostre istanze e, anche questa volta, hanno preso in considerazione le migliaia di firme raccolte con la nostra petizione. E ringraziamo anche tutti i Parlamentari Europei, indistintamente dallo schieramento - Destra, Sinistra o Centro - per aver bloccato i finanziamenti a questa orribile tortura”. 
"Una vittoria, quella dell'abolizione dei fondi alla corrida, che merita di essere festeggiata. Vi aspettiamo, con i nostri testimonial e volti noti delle nostre campagne, venerdì 30 ottobre per brindare insieme, alle ore 11 esatte, al Margutta RistorArte in Via Margutta 118", conclude l'associazione nella sua nota.

Gli eurodeputati, votando, hanno ricordato che tale «finanziamento costituisce una chiara violazione della Convenzione europea sulla protezione degli animali da allevamento», che prevede che gli animali «non debbano soffrire dolore, lesioni, paura o ansia». Il bilancio approvato dal Parlamento Ue verrà ora negoziato dal Consiglio.