È INIZIATA con una sorta di ‘dichiarazione di guerra’ contro «l’emergenza nutria» sul territorio carpigiano. È finita dopo otto giorni con una figura non proprio lusinghiera del sindaco Alberto Bellelli nei confronti della Prefettura, a cui è seguita l’immediata sospensione dell’ordinanza da lui firmata il 26 novembre scorso.

Bellelli aveva firmato un’ordinanza urgente per controllare (cioè ridurre) la presenza del myocastor coypus, roditore che minaccia la stabilità degli argini come verificato dalla commissione scientifica che ha indagato sull’alluvione del Secchia. Visto che la nutria da agosto non rientra più nella fauna selvatica protetta, il sindaco ha dato il via libera all’abbattimento con arma da fuoco dell’animale. Bellelli ha autorizzato non solo i cacciatori, durante l’attività venatoria (in territori e periodi prestabiliti) i coadiutori abilitati della Provincia, ma anche gli agricoltori in possesso di porto d’armi, auorizzati a sparare alle nutrie nel perimetro della loro azienda.

Quando il Prefetto ha visto la bozza dell’ordinanza ha subito contattato il ministero dell’Interno e il 4 dicembre ha scritto al sindaco, spiegandogli che «la materia relativa al porto e all’uso delle armi resta disciplinata dalla normativa di settore» e non può trovare «deroghe» nemmeno nei provvedimenti urgenti del sindaco di Carpi. E, soprattutto, per le persone autorizzate al porto d’arma, «il medesimo è finalizzato alla sola difesa personale», oppure per cacciare o per il tiro al volo e solo nel tragitto casa- impianto sportivo. Non per la ‘caccia alla nutria’ nel cortile dell’azienda agricola. Bellelli ha prontamente sospeso l’ordinanza.

Silvia Saracino