Roma, 8 settembre 2017 - È arrivata - ed è stata più intensa del previsto - la tempesta magnetica innescata dalla più potente eruzione solare degli ultimi 11 anni. È stata classificata G4 nella scala da 1 a 5 e ha provocato blackout radio, problemi ai sistemi di navigazione Gps, e stupefacenti aurore che hanno fermato il traffico. 

Lo sciame di particelle elettricamente cariche scagliate dall'eruzione "ha colpito il campo magnetico della Terra alle 1,56 (ora italiana), qualche ora prima rispetto alle previsioni iniziali", ha detto all'Ansa il fisico solare Mauro Messerotti, dell'Osservatorio di Trieste dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), consigliere per il meteo spaziale della direzione scientifica dell'Inaf e dell'università di Trieste. 

Adesso la tempesta è diventata più debole, ha aggiunto, ma questa notte era classificata di classe G4, cioè severa, nella scala di intensità che va da 1 a 5. 
"La tempesta - ha proseguito Messerotti - ha creato problemi alle comunicazioni radio nelle regioni polari e anche a latitudini più basse e ha disturbato i sistemi di navigazione Gps perché l'atmosfera era ricca di particelle elettricamente cariche e i ricevitori a Terra non riuscivano a captare i segnali inviati dai satelliti Gps". 

Il fenomeno ha innescato anche aurore spettacolari, molto più brillanti del solito, visibili in tutte le zone polari, ma anche a latitudini più basse come l'Arkansas, negli Stati Uniti. In Scandinavia, secondo il sito Spaceweather, le aurore sono state così brillanti che hanno bloccato il traffico.

Ecco un esempio di aurora catturato a Edimburgo stamattina presto:

LA NUOVA TEMPESTA - E non è finita: il Sole continua a essere iperattivo e fra stasera e domani è attesa un'altra tempesta magnetica. Messerotti rivela: "La tempesta prevista questa sera però non è causata da eruzioni solari come le precedenti, ma da raffiche velocissime del flusso di particelle emesso dal Sole, cioè il vento solare". Le raffiche soffiano alla velocità di 800 chilometri al secondo e fra questa sera e domani dovrebbero colpire la Terra. Sono scagliate da regioni nella parte più esterna dell'atmosfera del Sole (corona) che sembrano più scure perché emettono meno radiazioni X e ultraviolette. Queste regioni sono chiamate buchi coronali e le linee del campo magnetico hanno una configurazione tale che accelerano il flusso di particelle emesse dalla nostra stella.