Roma, 14 novembre 2017 - Il Pil italiano nel terzo trimestre dell’anno cresce dell’1,8%, l’incremento maggiore da sei anni, secondo l’Istat che ha comunicato oggi la stima prelminare sul prodotto interno lordo. La crescita congiunturale è dello 0,5% contro lo 0,3% del trimestre precedente. Il Pil del trimestre risulta pari a 400 miliardi e 547 milioni di euro ed è ancora sotto i picchi precedenti al crisi del 2008 pari al 5,9%.

"L’economia italiana accelera e lo fa per merito delle famiglia, delle imprese e dei lavoratori - ha commentato il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni -. I governi hanno cercato di incoraggiare questa spinta ma se la crescita è dell’1,8% quando le previsioni erano pochi mesi fa dello 0,8%, questo è perché il sistema si è rimesso in moto. Di questo dobbiamo essere orgogliosi". 

Matteo Renzi affida a Twitter il suo commento: "Quando siamo partiti il Pil era al 2% ma aveva il meno davanti: -2%. L’Istat  oggi dice che nell’ultimo anno il Pil è stato quasi al 2%, ma ha il più davanti: +1.8%".

Gli economisti.  "L’espansione è venuta sia dall’industria che dai servizi. Inoltre, hanno contribuito sia la domanda domestica che il commercio estero – riflette Paolo Mameli, senior economist della direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo –. La crescita acquisita nel 2017 è pari ora a 1,5% (più del doppio rispetto alle previsioni di consenso a inizio anno). Stimiamo un moderato rallentamento congiunturale nel trimestre in corso, a 0,3% t/t, il che porterebbe la media annua a 1,6%. Per il 2018, ci aspettiamo che la crescita rimanga sostenuta (almeno per gli standard italiani), ma possa rallentare lievemente attorno a 1,3% (sulla scia del minor vigore del ciclo europeo, della minore espansività delle politiche economiche e della persistente incertezza politica)".