New York, 19 aprile 2017 - L’ALLARME del Centro di Controllo e Prevenzione delle malattie di Atlanta che colloca l’Italia come paese "a rischio salute" per i diversi contagi di morbillo, cade sul nostro paese proprio alla vigilia della visita del premier Paolo Gentiloni alla Casa Bianca dove domani incontrerà per la prima volta Donald Trump.

LA ‘NOTA’ delle autorità sanitarie Usa che invita i cittadini in partenza a seguire "tutte le misure precauzionali", comprese le vaccinazioni, può diventare una doccia fredda sul turismo ma anche sull’intera immagine del paese che lotta per uscire dalla crisi. Insieme a Belgio e Romania, l’Italia è il paese che in Europa ha fatto registrare nel 2017 il maggior numero di casi di contagio che supererebbero del 230% il livello del 2016. Anche la California nel 2015 ha riscontrato un fenomeno simile, dovuto in particolare al calo delle vaccinazioni. In quella circostanza le autorità Usa, soprattutto quelle scolastiche, hanno temuto il peggio e in diverse scuole per settimane era stato vietato l’accesso agli alunni che non erano stati vaccinati.

Alla fine di marzo da Ginevra l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo in guardia contro il progresso delle epidemie che minaccerebbero l’eliminazione definitiva di questo morbo. Stando all’agenzia delle Nazioni Unite l’uso dei vaccini, solo tra il 2000 e il 2015 avrebbe evitato una morte sicura per 20,3 milioni di persone che equivale ad un drastico calo del 79% a livello mondiale. Pesa nella valutazione della ‘nota’ emessa dal Centro di Atlanta il numero dei 1.333 casi registrati e l’aggiunta che il 33% di questi ha avuto complicazioni. Il bollo di «paese a rischio contagio» non giova anche se l’allarme è di tipo ‘verde’, considerato il più basso come pericolosità, ma certo può incidere sui movimenti dei visitatori americani che scelgono proprio la primavera per attraversare l’atlantico e disperdersi tra le bellezze della penisola.

SOLO nel settembre scorso gli Stati Uniti erano stati dichiarati "paese libero da morbillo endemico" da parte della Panamerican Healt Organization che in questo modo poneva fine all’epidemia scattata nel 2015 intercettata per la prima volta a Disneyland in California per poi diffondersi anche in Messico e Canada conseguenza di un ceppo di origine filippina.

Il risultato ottenuto dagli Usa che in pratica esclude ogni forma di contagio di origine interno, viene adesso difeso con un manuale d’allarme per i cittadini che sono chiamati durante i loro viaggi fuori dal paese ed in particolare in Italia o in Europa a lavarsi spessissimo le mani senza toccarsi il volto. Nonostante la robusta azione di contrasto tuttavia viene stimato che ogni giorno muoiano ancora 350 bambini a causa del morbillo. Le polemiche che in molti casi sono scoppiate intorno ai vaccini e ne hanno provocato la riduzione rischia adesso di consentire al morbo contagioso di rialzare la testa e contaminare quello che ormai era considerato un paese invulnerabile.