Lecce, 20 aprile 2017 - Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso della Regione Puglia contro i lavori di espianto di ulivi nell'area del gasdotto Tap, a Melendugno, in Salento. I lavori di espianto e spostamento degli ultimi 12 ulivi (su 211 da trasferire) possono dunque ricominciare. 

Era stato lo stesso Tribunale amministrativo, il 6 aprile scorso, a sospendere  gli espianti con decreto cautelare, accogliendo la richiesta d'urgenza della Regione. Il ricorso presentato fondava sulla convinzione che Tap non avesse ottemperato alla prescrizione A44 della Valutazione di impatto ambientale (relativa proprio alle modalità di espianto degli ulivi) e che il ministero dell'Ambiente avesse superato le proprie competenze, rilasciando le note autorizzative.

Ieri il Tar ha riesaminato l'intera questione nel merito, in camera di consiglio, e ha deciso di respingere il ricorso. Tra le motivazioni principali della decisione la "strategicità dell'opera di preminente interesse per lo Stato" che fa sì che la competenza sia del ministero dell'Ambiente.

image

IL PROGETTO - Il gasdotto Tap (Trans adriatic pipeline), progettato dall'omonima multinazionale svizzera, si snoderà per 878 chilometri portando fino in Italia il gas naturale estratto in Azerbaijan. La conduttura, con il suo
punto di partenza previsto in prossimità di Kipoi, al confine tra Grecia e Turchia, attraverserà il territorio ellenico per 550 chilometri e l'Albania per 215 prima di inabissarsi per altri 105 chilometri in Adriatico, approdando sulla costa del Salento, a San Foca, località balneare del Comune di Melendugno (Lecce). Il tracciato proseguirà sino al punto di interconnessione piu' vicino della rete di distribuzione Snam, nei pressi di Mesagne (Brindisi). Considerando il possibile incremento dei fabbisogni futuri, i progettisti hanno previsto che il gasdotto possa trasportate volumi aggiuntivi rispetto ai 10 miliardi di metri cubi iniziali di gas naturale l'anno, equivalenti al consumo energetico di circa sette milioni di famiglie in Europa. Con l'aggiunta di altre due stazioni di compressione, infatti, la quantità trasportata potrà essere portata fino a 20 miliardi di metri cubi l'anno.