Trento, 3 agosto 2017 - Il responsabile del settore Grandi carnivori del Servizio Foreste e fauna della PAT ha fatto alla radio affermazioni notevoli. Pare che il 22 luglio scorso, il signor Metlicovec, vittima del presunto agguato da orso cattivo, si sia inoltrato in una zona frequentata da orsi con il cane. Il dottor Groff ipotizza che essendosi probabilmente avvicinato troppo a una mamma orsa con piccoli, lei abbia cercato, come comportamento consueto della sua specie, di allontanare gli intrusi con un falso attacco. Il pensionato ha dichiarato, sostiene Groff, che a questo punto le ha sferrato una bastonata che, ovviamente, ha scatenato l’attacco fisico dell’orsa, con le conseguenze note. Il dottor Groff ha poi proseguito spiegando che mamma orsa ha messo in atto un comportamento regolare, normale e naturale. Niente di aberrante o aggressivo, ma, sebbene tutto sia regolare, l’orsa va comunque “rimossa”. Rimossa: cioè catturata e posta in prigionia oppure uccisa. E perché mai? Bando di cattura per una mamma orsa perfettamente in regola?. E' quanto riferisce una nota di LAC - Lega per l'Abolizione della Caccia Onlus, Sezione Trentino Alto Adige/Südtirol.

Siamo già pronti a impugnare l’ordinanza di rimozione - prosegue la nota della LAC - se non sarà tempestivamente ritirata. L’orso bruno non è un animale aggressivo, anzi, è piuttosto riservato e schivo, ma, in particolari circostanze può anche reagire per difesa della prole o per autodifesa. Per la pacifica convivenza, è necessario:
  *  Non inoltrarsi in zone notoriamente frequentate da mamme orse 
  *  Non portare il cane 
  *  Produrre rumore camminando
 *  Se, malgrado queste precauzioni, imperscrutabili congiunzioni astrali favorissero l’incontro con l’unico orso al mondo sordo, privo dell’olfatto, e attaccabrighe, il malcapitato dovrebbe immobilizzarsi, non alzare le braccia, non urlare o sembrare minaccioso in alcun modo e lentamente indietreggiare, tornando sui propri passi oppure accovacciarsi a terra a pancia in giù, con lo zaino sulla testa, e fare il morto, dando modo all’orso di allontanarsi.

Niente di tutto questo il 22 luglio, nei boschi di Terlago: lo sfortunato pensionato, preso dal panico, ha sferrato una bastonata sul muso della bestia - prosegue il comunicato della LAC -. In una intervista al TG TRE regionale del 1 agosto il signor Metlicovec ha ritrattato e fornito una nuova descrizione dei fatti. L’auspicio è che sia accertata la verità vera, per quanto possibile, ma il punto è che uomo e orsa si sono fisicamente azzuffati: un evento che mai dovrebbe verificarsi. Lo scontro avrebbe potuto avere esito peggiore. Rinnoviamo al ferito i nostri auguri di pronta guarigione e la genuina comprensione per un evento certamente drammatico; fortunatamente, malgrado tutto, l’orsa si è limitata nella sua risposta. Il cane ha probabilmente provocato l’orsa con la sua stessa presenza e la bastonata ha scatenato la reazione. Ma se al signore in vena di escursioni nessuno ha spiegato e insegnato nulla, non si potranno pretendere da lui comportamenti adeguati. Il succo del discorso è semplice: se ti mettono in guardia e ti insegnano i comportamenti virtuosi poi è tua responsabilità individuale metterli in pratica.

Tutti sanno che il tabacco fa male, comportamenti inidonei sono responsabilità del singolo fumatore; allo stesso modo: tutti sanno in Trentino come comportarsi in zona frequentata da orsi e soprattutto orse mamme? Evidentemente no, insiste la Lega abolizione della caccia. 
E’ facilmente intuibile che l’incontro con l’orso sia un evento traumatico e renda difficile mantenere la lucidità per ricordare i comportamenti corretti ma, pensiamo al terremoto, evento tra i più sconvolgenti: senza addestramento chiunque attuerebbe comportamenti inappropriati quali scappare per le scale o in ascensore o correre per le strade mettendosi, senza volere, ancora più in pericolo. E’ solo dopo corrette informazioni, e ripetute fasi di formazione e addestramento che la popolazione imparerà a reagire in modo idoneo e i comportamenti adeguati diverranno automatici. A questi medesimi automatismi salvavita dovremmo tendere anche per la convivenza con gli orsi, ma avremmo dovuto essere già pronti 20 anni fa! Pare un indugio eccessivo, insiste la nota. 

Il dottor Groff dice che su una popolazione di 50/60 orsi dobbiamo pensare a salvare la popolazione non il singolo individuo. LAC considera degno di tutela e massimo rispetto ogni singolo individuo animale, portatore di diritti inalienabili e primo tra tutti il diritto alla vita. Inoltre, su una popolazione così ridotta anche un esemplare è prezioso, specie una mamma, tanto più se non ha fatto niente di anomalo. La famigerata KJ2 è tanto confidente che in due anni: “No sei stai boni a ciaparla!” come ho potuto ascoltare da un elegante intervento in Consiglio Provinciale il 24 luglio scorso. KJ2 o è aggressiva e confidente o è prodigiosamente elusiva e schiva come emerso dai rilevamenti tecnici. Non può essere entrambe le cose contemporaneamente, accusa LAC.

La PAT, Provincia autonoma di Trento, tanto rapida nel procedere con decisioni prese sull’onda emotiva non ha realizzato le fasi pure previste dai vari progetti Life e dal Pacobace. Perché realizzare esclusivamente la fase cattura e/o abbattimento quando le altre fasi non sono state realizzate? Informazione, alfabetizzazione scientifica, educazione a tutti i livelli, diffusione delle nozioni di base, esercitazioni pratiche sui corretti comportamenti, provvedimenti di allontanamento con azioni di dissuasione degli orsi meno timidi, creazione di passaggi e corridoi ecologici per gli animali selvatici, realizzazione di un’area/santuario di massimo rispetto per la fauna selvatica, creazione di uno spazio, almeno dignitoso, per eventuali animali da ridurre, come dolorosa estrema ratio, in cattività, poiché l’area al Casteller è assolutamente inadeguata per non parlare della squallida fossa di San Romedio, argomenta l'associazione. 

Come possono gli orsi giovani allontanarsi, come sarebbe nella loro natura, se non sono stati realizzati i corridoi naturalistici? Nemmeno uno di quelli previsti! Si pretende che gli orsi si spostino in altre zone limitrofe ma non si dà loro la possibilità di muoversi; cosa dovrebbero fare, prendere la corriera? Avere gli animali selvaggi sul nostro territorio è un privilegio che molti ci invidiano ma siamo noi umani a dover fare necessariamente un passo indietro rispetto alle nostre attività e attuare comportamenti prudenti e rispettosi della biodiversità. Si chiama evoluzione culturale e possiamo pretenderla dagli esseri umani, non certo dagli orsi, si legge ancora nella nota.

Nelle aree di grande valore turistico dove si esige dai visitatori un comportamento adeguato, in zone naturali di particolare pregio, si è realizzata una selezione naturale del turismo optando per un turismo di qualità, più rispettoso e scrupoloso, per amanti della natura e degli animali, Parola chiave: rispetto. Adulti e bambini vanno formati al rispetto dell’ambiente e degli animali e non allo sfruttamento distruttivo. Il fucile non è mai una saggia opzione, insiste la LAC.

Richiediamo un incontro urgente all’assessore competente per aggiornare i soggetti portatori di interesse sui recenti sviluppi della vicenda dell’orsa KJ2 e sul destino degli orsi trentini in generale. Dato il precipitare degli eventi abbiamo anche chiesto che siano sospese immediatamente le operazioni di cattura dell’orsa che sembrano del tutto inappropriate, conclude la nota.
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