di Alessandro Gallo L’unico italiano capace di vincere un titolo Nba, sceglie di tornare nel suo paese. E nella squadra con cui aveva cominciato giovanissimo. Marco Belinelli, 34 anni, torna a Bologna e torna a indossare per almeno tre stagioni (quella attuale e le due successive) la canotta della Virtus. "Il progetto della Virtus mi ha interessato da subito – dice il giocatore, che sarà presentato ufficialmente domani, nella sede bolognese della Virtus –. Un progetto stimolante, nel quale sono certo potrò contribuire in maniera...

di Alessandro Gallo

L’unico italiano capace di vincere un titolo Nba, sceglie di tornare nel suo paese. E nella squadra con cui aveva cominciato giovanissimo. Marco Belinelli, 34 anni, torna a Bologna e torna a indossare per almeno tre stagioni (quella attuale e le due successive) la canotta della Virtus.

"Il progetto della Virtus mi ha interessato da subito – dice il giocatore, che sarà presentato ufficialmente domani, nella sede bolognese della Virtus –. Un progetto stimolante, nel quale sono certo potrò contribuire in maniera importante".

Originario di San Giovanni in Persiceto, Marco è cresciuto nella squadra del paese, la Vis (nella quale, oggi, è un dirigente il fratello Enrico). Poi, scoperto da Max Milli, il passaggio in bianconero, dove si allena con Marco Sanguettoli.

Ettore Messina, all’inizio del secolo sulla panchina della Virtus, lo fa debuttare giovanissimo in serie A a soli 16 anni.

L’anno dopo, però, la Virtus rimane invischiata nel lodo Becirovic e viene radiata dalla federazione.

Sotto la casa di Marco c’è la fila di tante società: la spuntano la Fortitudo Bologna e Zoran Savic.

Con la Fortitudo Belinelli conquista un titolo italiano e una supercoppa. Poi il grande salto, nel 2007 nella Nba. Prima scelta dei Golden State Warriors. Le prime difficoltà, poi l’esplosione nel 2014 a San Antonio. Vince la gara del tiro da tre punti, conquista per la prima volta (mai successo a un giocatore italiano) il titolo Nba.

Nell’ultima stagione è ancora a San Antonio e chiude nella bolla di Orlando.

Ricorderà bene questo 2020, non solo per la pandemia. A settembre si è sposato con Martina, la fidanzata di sempre. Lunedì, invece, era a Roma, insieme con altri giocatori Nba, accolto e ricevuto da Papa Francesco.

Sembrava dovesse rimanere negli States, pareva che, qualora rientrasse in Italia, ci fosse l’interessamento dell’Olimpia Milano e di Ettore Messina, che lo fece debuttare in serie A e lo ha allenato anche a San Antonio.

Poi il blitz della Virtus che, in questa prima parte di stagione, ha avuto difficoltà nel tiro dalla lunga distanza.

Il tiro da tre: la specialità di Belinelli. Con gli assist di Teodosic Marco, che insegue anche un sogno olimpico – in azzurro gli è mancata una medaglia – dovrebbe andare a nozze.

Bologna, ovvero BasketCity, da ieri pomeriggio non parla d’altro. Dopo il successo nel derby, domenica scorsa, un altro colpo clamoroso della Virtus, che fanno di Marco il giocatore più pagato della rosa. Anche della stella Teodosic.

E il ritorno di Belinelli – al quale hanno lavorato anche i fratelli Enrico e Umberto – a casa sua è un qualcosa che terrà impegnata BasketCity almeno fino al prossimo derby, in programma a fine marzo, Covid permettendo.