di Riccardo Galli Jack Miller è l’istinto, la spregiudicatezza. E’ l’australiano che sorride quando si mette in testa di superare ogni limite. I suoi limiti. Pecco Bagnaia è il calcolatore, il freddo. E’ il ragazzo italiano che non si accontenta, che guarda avanti. Sempre più avanti, con tenacia. Eccoli i ritratti di Jack e Pecco, ovvero i volti della Ducati 2.0 con cui le rosse di Borgo Panigale hanno deciso di voltare pagina...

di Riccardo Galli

Jack Miller è l’istinto, la spregiudicatezza. E’ l’australiano che sorride quando si mette in testa di superare ogni limite. I suoi limiti. Pecco Bagnaia è il calcolatore, il freddo. E’ il ragazzo italiano che non si accontenta, che guarda avanti. Sempre più avanti, con tenacia.

Eccoli i ritratti di Jack e Pecco, ovvero i volti della Ducati 2.0 con cui le rosse di Borgo Panigale hanno deciso di voltare pagina rispetto al passato. Due piloti giovani, forti e ambiziosi, quasi a voler chiudere definitivamente con le stagioni dell’esperienza e dei calcoli di Dovizioso. La rincorsa al futuro, dunque, lasciando i ricordi del passato. Magari senza rimpianti, sicuramente con tanta ambizione. Del resto, per Ducati, il Mondiale 2021 è un appuntamento decisivo con la storia. E il salto di qualità – con la promozione dei due piloti cresciuti e arrivati direttamente dal team satellite marchiato Pramac – è legato a doppio filo alla consapevolezza che nella caccia al titolo le Desmo reciteranno un ruolo di primo piano. In altre parole se lo step che divide il rendimento di Ducati da Honda, Yamaha e (nel 2020) anche da Suzuki, non è mai stato ampio (anzi), adesso a colmare la differenza con l’obiettivo di arrivare più in alto di tutti, dovranno essere proprio i piloti, i volti giovani e nuovi, su cui Dall’Igna e Ciabatti hanno scommesso con forza.

Miller può essere la sorpresa come lo fu Stoner (anche lui, guarda caso, australiano) nel magico 2007, Bagnaia può rappresentare lo scatto in avanti della scuola italiana che prova – e magari riesce – a vincere sulla moto italiana. Di sicuro, il pilota nato e maturato nell’Academy di Valentino e adesso guida ufficiale della Ducati ufficiale, può essere considerato il portabandiera della scuola Italia. Bagnaia ha dimostrato di trovarsi a suo agio sulla Desmosedici e la super prestazione di ieri è la conferma che la Ducati ha davvero le carte in regola per la zampata vincente nella caccia al titolo. Le difficoltà di Petrucci e le pressioni su Dovi che non poteva accontentarsi più del piazzamento d’onore sono già un ricordo. Bagnaia e Miller puntano in alto e il messaggio lanciato a Yamaha e Honda parla da solo.