Giuseppe Tassi

Remuntada nel segno di Ronaldo e primo posto nel girone di Champions. Sul campo di un Barcellona stranito e improvvisamente piccolo, la Juve graffia come un leone e offre la prova più convincente dell’era Pirlo. Per la prima volta la squadra appare solida, aggressiva e ben equilibrata, capace di imporre il ritmo agli avversari e gestire il pallone quando serve congelare la partita.

Una prova di maturità e di efficacia che fa apparire ancor più piccolo il Barcellona di oggi, che pure in Europa ne aveva vinte cinque su cinque prima di questa notte. L’ostinato e inutile tiro a segno di Messi contro l’eterno Buffon sembra la disperata lotta del genio argentino contro i mulini a vento.

E’ la Juve di CR7 e di Pirlo quella che domina il Barcellona. Una squadra che assorbe il carisma del suo totem portoghese ma gioca con grande rigore tattico e un’aggressività sconosciuta in campionato. Ronaldo apre le acque del Mar Rosso con il rigore provocato e trasformato. Ma la Juve asseconda finalmente la ferocia agonistica del suo leader con una gara nutrita di pressing e aggressivita’.

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