La gioia di Jannik Sinner dopo il punto del pareggio contro la Croazia in singolare
La gioia di Jannik Sinner dopo il punto del pareggio contro la Croazia in singolare
C’è voluto il doppio nella notte di Torino per decidere il destino dell’Italia in Coppa Davis, ma alla fine gli azzurri non andranno a fare la final four. Fatale è stato il doppio, ma anche la sconfitta iniziale nel singolare: perché la squadra di Volandri ha iniziato male la sfida contro la Croazia, perdendo il primo singolare con Sonego contro Gojo per 7-6 (2), 6-2, 2-6, con tanti rimpianti soprattutto nel primo set che il talento di casa ha un po’ sciupato. Poi è toccato a Jannik Sinner provare a riequilibrare le sorti della semifinale: ci ha messo un po’ a...

C’è voluto il doppio nella notte di Torino per decidere il destino dell’Italia in Coppa Davis, ma alla fine gli azzurri non andranno a fare la final four. Fatale è stato il doppio, ma anche la sconfitta iniziale nel singolare: perché la squadra di Volandri ha iniziato male la sfida contro la Croazia, perdendo il primo singolare con Sonego contro Gojo per 7-6 (2), 6-2, 2-6, con tanti rimpianti soprattutto nel primo set che il talento di casa ha un po’ sciupato. Poi è toccato a Jannik Sinner provare a riequilibrare le sorti della semifinale: ci ha messo un po’ a conquistarsi il diritto alla fatica supplementare, perché anche Cilic si è arreso solo al terzo (3-6, 7-6, 6-3) all’alto-atesino, che poi ha tirato dritto sostituendo Bolelli nella coppia con Fognini contro i numeri uno al mondo, Mektic-Pavic, mezz’ora dopo aver concluso il suo impegno nel singolare. I croati sono i migliori al mondo e si sono imposti per 6-3, 6-4, nonostante le buone cose fatte vedere da Sinner. Ora per loro il programma prevede le semifinali il 3 e il 4 dicembre a Madrid, la finalissima domenica 5 dicembre nella capitale spagnola.

L’Italia ha giocato con il lutto al braccio per la scomparsa del medico storico del tennis italiano Pier Francesco Parra, a 64 anni. Parra è stato a lungo medico di tanti tennisti azzurri, ma aveva lavorato anche nel calcio, nel basket e nel volley. Grossetano, classe 1957, era stato chiamato ‘dottor Laser‘ perché usava tecniche all’avanguardia.

Intanto non si placa la polemica sulla sempre più probabile assenza di Novak Djokovic ai prossimi Australian Open. Ieri ha parlato il padre di Nole, Srdjan Djokovic, spiegando come sia improbabile che l’attuale numero uno al mondo prenda parte al primo Slam del 2022 a meno che le regole sulle vaccinazioni contro il Covid-19 non vengano allentate.

Nole Djokovic si è sempre rifiutato di rivelare se sia o meno vaccinato contro il Covid e nei giorni scorso il direttore del torneo, Craig Tiley, aveva annunciato che i giocatori non immunizzati non potranno andare in campo nell’evento previsto dal 17 gennaio a Melbourne.

"Vorrebbe giocare con tutto il cuore perché è un atleta", ha detto papà Djokovic alla tv serba riferendosi al figlio, ma "con questi ricatti e queste condizioni, probabilmente non lo farà. Io non lo farei, ma è mio figlio che deve decidere da sè. Per quanto riguarda i vaccini è un diritto personale di ciascuno di noi essere vaccinati o meno", ha affermato Djokovic senior a TV Prva riportata.

Dal canto suo il direttore del torneo Tiley ha spiegato che l’85% dei giocatori professionisti è vaccinato e si aspetta che tale cifra sia "tra il 90-95%" in occasione dell’evento, dove anche i fan e lo staff non saranno ammessi se non saranno vaccinati. Il numero uno del mondo ha vinto l’Australian Open nove volte e conta 20 trionfi nel Grande Slam, come Roger Federer e Rafael Nadal.