di Gianmarco Marchini I panni sporchi si lavano a fine stagione. Andrea Agnelli ha concesso all’altro Andrea, Pirlo, la grazia, di finire l’opera. Passata la "nuttata" dopo la clamorosa batosta col Milan, il presidente della Juventus ha deciso: niente esonero, come da tradizione. All’alba della sua era, risparmiò l’onta del licenziamento in corsa persino al povero Delneri, timoniere di una Signora tutta agghindata di falsi gioielli, da Krasic al "Malaka" Martinez. Ecco, per trovare i bianconeri messi peggio dell’attuale situazione, tocca scavare...

di Gianmarco Marchini

I panni sporchi si lavano a fine stagione. Andrea Agnelli ha concesso all’altro Andrea, Pirlo, la grazia, di finire l’opera. Passata la "nuttata" dopo la clamorosa batosta col Milan, il presidente della Juventus ha deciso: niente esonero, come da tradizione. All’alba della sua era, risparmiò l’onta del licenziamento in corsa persino al povero Delneri, timoniere di una Signora tutta agghindata di falsi gioielli, da Krasic al "Malaka" Martinez. Ecco, per trovare i bianconeri messi peggio dell’attuale situazione, tocca scavare fino a quell’annata 2010-2011 che i tifosi avevano sotterrato sotto i ricordi dei nove scudetti di fila. Allora la Juve aveva 56 punti, adesso 69: numeri a parte, la sensazione di caos e smantellamento è la stessa. Come un enorme passo indietro. Come se tutto il vantaggio accomulato sulle avversarie in termini di progetto si fosse azzerato. Anzi, i bianconeri ora si trovano a rincorrere, in prima battuta un posto Champions, fondamentale per evitare che il "gap" dagli altri diventi una voragine milionaria. Restano dodici giorni per salvare una stagione da dimenticare e proprio questa contingenza ha tenuto in piedi la panchina di Pirlo nella bufera post-Milan, il secondo 3-0 subito in casa (l’altro a dicembre con la Fiorentina), un unicum nella storia juventina. Dalla società fanno sapere che ieri non c’è stato alcun vertice per decidere le sorti del tecnico: in realtà, l’esonero è stato a un passo, con il vice Tudor pronto a traghettare. Domani, invece, a Reggio Emilia ci sarà ancora Pirlo per cercare di restare aggrappati al treno Champions: sabato arriverà l’Inter allo Stadium, poi il 19 la finale di Coppa Italia e a chiudere il 23 la trasferta di Bologna.

Da un altro treno, invece, la Signora non pare voler scendere, quello della Superlega, che ha deragliato prima ancora di partire. "Le regole valgono per tutti, la Juve verrà esclusa dalla prossima serie A se non si sarà ritirata dalla Superlega", tuonava ieri il presidente Figc Gabriele Gravina. Insomma, solo nuvoloni scurissimi sopra Torino. Tanto che, ieri, Cristiano Ronaldo il sole è andato a cercarselo a Maranello, visitando la casa della Ferrari in compagnia del presidente della Rossa, John Elkann, e di Andrea Agnelli. Volti distesi e facce sorridenti, e una foto in posa con i piloti Leclerc e Sainz e la SF21. "Se la guida Cristiano, va sicuro contro le barriere", scriveva un tifoso sotto il post del Cavallino. Ironia su una realtà che vede il Fu cinque volte Pallone d’oro sempre più lontano in campo e nei pensieri dalla Juventus. Eppure il vicepresidente Pavel Nedved, ieri, nel ritirare l’ennesimo Tapiro d’oro della stagione bianconera giurava: "Pirlo e CR7 resteranno". Incurante che forse stava dando una brutta notizia ai suoi tifosi.