Agli Azzurri resta solo la sfida con l’Austria di sabato per abbattere lo storico primato di porta inviolata fissato 47 anni fa. Mancano esattamente 90 minuti alla squadra di Mancini per superare il record attuale, 1.143 minuti senza subire reti, scavato nella roccia da Dino Zoff tra il 1972 e il 1974 e interrotto dalla rete di Emmanuel Sanon di Haiti ai mondiali in Germania. La Nazionale ad oggi non prende gol da undici partite di fila per un totale di 1.055 minuti di inviolabilità: l’ultimo gol...

Agli Azzurri resta solo la sfida con l’Austria di sabato per abbattere lo storico primato di porta inviolata fissato 47 anni fa. Mancano esattamente 90 minuti alla squadra di Mancini per superare il record attuale, 1.143 minuti senza subire reti, scavato nella roccia da Dino Zoff tra il 1972 e il 1974 e interrotto dalla rete di Emmanuel Sanon di Haiti ai mondiali in Germania. La Nazionale ad oggi non prende gol da undici partite di fila per un totale di 1.055 minuti di inviolabilità: l’ultimo gol incassato, ad opera di Van De Beek, risale al 14 ottobre scorso in occasione della scontro con l’Olanda in Nations League. In generale la difesa azzurra durante la gestione Mancini si è dimostrata assolutamente impermeabile, concedendo appena 14 reti in 35 partite, con una media di 0.40 gol subiti. Se il record di imbattibilità italiana è un passo, diverso è il discorso sul primato personale stabilito da un portiere. A differenza degli anni ‘70, infatti, quando Zoff era inamovibile e il turnover limitato, l’attuale inviolabilità è frutto di un gioco di squadra e va distribuita su altri 3 portieri che talvolta hanno sostituito il titolare Gianluigi Donnarumma. Lungo questo ciclo il futuro portiere del Psg è rimasto in porta per la maggioranza del tempo, 874 minuti, mentre agli altri sono toccati solo scampoli: Sirigu ne ha accumulati 91, l’equivalente di una partita, Cragno 63 e Meret appena 27. L’ultimo ostacolo per aggiornare il primato di Zoff, interrotto dall’improbabile gol dell’attaccante di Haiti Emanuel Sanon nel corso del Mondiale 1974 in Germania, è l’Austria agli ottavi. Un obiettivo alla portata se gli Azzurri terranno fede alle prestazioni messe in campo finora a Euro2020: la Nazionale non ha subito ancora nessuna rete nelle tre partite del girone e Donnarumma ha dovuto sporcarsi i guantoni appena un paio di volte. La dimostrazione migliore che il calcio propositivo di Mancini, fatto di possesso palla e verticalizzazioni fulminee, è in grado di limitare la pericolosità dell’avversario. In linea con la celebre citazione dell’allenatore svedese Nils Liedholm, “Se la palla l’abbiamo noi, gli altri non possono segnare”. Con un dato storico a confermare la storica forza difensiva dell’Italia: nella storia dell’Europeo, nessuno ha incassato così pochi reti come l’Italia: in 41 partite nelle fasi finali della competizione continentale abbiamo subito soltanto 27 gol, con una media di 0.6. Solo Spagna e Galles (0,9) e Portogallo (0,95) sono le nazionali in grado di scendere sotto la media di una rete a partita.