di Paolo Manili La decisione degli organizzatori dell’Olimpiade di Tokyo di non ammettere spettatori stranieri ai prossimi Giochi a cinque cerchi (23 luglio-8 agosto prossimi) non ha modificato il calendario delle gare, nemmeno di quelle degli sport equestri. Salvo l’anticipo di un giorno delle prove di dressage (nella foto; Isabell Werth, regina della...

di Paolo Manili

La decisione degli organizzatori dell’Olimpiade di Tokyo di non ammettere spettatori stranieri ai prossimi Giochi a cinque cerchi (23 luglio-8 agosto prossimi) non ha modificato il calendario delle gare, nemmeno di quelle degli sport equestri. Salvo l’anticipo di un giorno delle prove di dressage (nella foto; Isabell Werth, regina della specialità con 10 medaglie olimpiche) mentre quelle di para-dressage inizieranno un giorno prima e si concluderanno un giorno dopo (26 agosto-30 agosto). Anche la Fei ha ufficializzato queste decisioni, pubblicando sul proprio sito il programma generale di tutte le prove equestri. Gli organizzatori giapponesi hanno annunciato che gli spettatori stranieri che hanno già acquistato i biglietti saranno rimborsati. Il quadro generale della pandemia da Covid-19 non accenna a migliorare, aggravato per quanto riguarda l’Europa della infezione di rinopolmonite equina Ehv-1 ed Ehv-4, cosicché la decisione, che era nell’aria già da qualche giorno, è stata comunicata ufficialmente da Cio, Cip, Governo giapponese e quello metropolitano di Tokyo.

Come già noto Thomas Bach, presidente del Cio, e la presidente del c.o. giapponese, Seiko Hashimoto, hanno dichiarato il proprio dispiacere, tuttavia sottolineando che nella presente situazione al primo punto sta la sicurezza. Nonostante l’impegno di tutti gli enti organizzatori per assicurare la visibilità dei Giochi agli sportivi di tutto il mondo - tramite tv e tutti gli altri strumenti tecnologici a disposizione - c’è da domandarsi che Olimpide sarà, questa di Tokyo, con un pubblico solo giapponese. Sicuramente diversa da quelle del passato, sicuramente resterà nella storia. Sia che si svolga, sia che - nessuno lo può escludere - venga cancellata all’ultimo momento, come era già successo nel 2020.