Luca Talotta Un nuovo successo, il decimo su 11 gare, ad una settimana dal derby contro l’Inter al quale il Milan si presenterà con sette punti di vantaggio e da prima della classe: "Abbiamo giocato con personalità e con le nostre idee - l’ammissione di Stefano Pioli - certo, abbiamo concesso qualcosa, ma perché vogliamo prenderci qualche rischio di troppo. Ora possiamo permetterci di giocare con questa personalità, nel calcio non si sa mai quanto può durare il periodo. È il momento di essere spavaldi e coraggiosi". Con questo...

Luca Talotta

Un nuovo successo, il decimo su 11 gare, ad una settimana dal derby contro l’Inter al quale il Milan si presenterà con sette punti di vantaggio e da prima della classe: "Abbiamo giocato con personalità e con le nostre idee - l’ammissione di Stefano Pioli - certo, abbiamo concesso qualcosa, ma perché vogliamo prenderci qualche rischio di troppo. Ora possiamo permetterci di giocare con questa personalità, nel calcio non si sa mai quanto può durare il periodo. È il momento di essere spavaldi e coraggiosi".

Con questo Ibrahimovic sembra che si possa fare davvero tutto: "I campioni si nutrono e prendono le motivazioni in ogni momento; e lui le trova al massimo sempre, è un grande campione".

Non si può pronunciare la parola Scudetto ("L’Inter rimane la favorita"), ma di certo un pensierino al rinnovo del suo contratto in scadenza con il Milan, Pioli, lo ha fatto. Rilanciando indirettamente un messaggio alla società: "Tutto questo è merito dell’area tecnica, che ha dato continuità al progetto. Cominciamo a lavorare assieme da un po’ di tempo, bene così".

E mentre Pioli ha glissato sugli episodi arbitrali, è chiaro che a José Mourinho la direzione di Maresca non è andata giù: "Complimenti al Milan, non voglio dire niente di più, perché se parlo domenica non sono in panchina – le parole del tecnico giallorosso –. Mi fa rabbia la mancanza di rispetto verso i nostri tifosi e tutti quelli che amano la Roma. Rispetto che altri non hanno, questo mi fa rabbia, davvero".

Sempre protagonista, sempre lui, Zlatan Ibrahimovic. Anche a 40 anni suonati, con un gol, un rigore guadagnato e una prestazione sontuosa: "Sto dimostrando che 40 è solo un numero - racconta in un’intervista a Telefoot - non voglio fermarmi finché non sarò cacciato - la sua ammissione - Ma sono più intelligente e ho più esperienza, dunque non sono sorpreso delle mie performance, non posso esserlo se sono il migliore. Il Milan mio ultimo club? Non sono sicuro. Ho detto che voglio giocare finché posso. Se mi dovessero mandare via e sentirei di continuare, continuerei. Scudetto? Possiamo crederci. Più ci credi, più è possibile". Purtoppo Zlatan, che ha sbloccato la partita tra Roma e Milan su punizione, è stato ancora vittima di un brutto episodio durante la gara. Dopo il gol ha provocato i tifosi giallorossi che hanno reagito nel peggiore dei modi. A seguito dell’1-0 il centravanti svedese si è rivolto alla Curva Sud con un gesto che voleva dire come i fischi lo carichino ancora di più. I tifosi hanno replicato prima fischiando il n.11 rossonero e poi con il coro "sei uno zingaro". Parte dello stadio ha provato a coprirlo con dei fischi, mentre Zlatan ha fatto finta di niente continuando a giocare.