Lo aveva già fatto nel 2017. Il Manchester United, di cui era alla guida, era stato eliminato dalla Coppa di Lega ai quarti di finale dal Bristol City, squadra di seconda divisione inglese. Pur riconoscendo una certa dose di fortuna degli avversari in alcuni episodi, José Mourinho era entrato nello spogliatoio e aveva fatto i complimenti per l’impresa. È successo lo stesso giovedì a Zagabria, al termine di...

Lo aveva già fatto nel 2017. Il Manchester United, di cui era alla guida, era stato eliminato dalla Coppa di Lega ai quarti di finale dal Bristol City, squadra di seconda divisione inglese. Pur riconoscendo una certa dose di fortuna degli avversari in alcuni episodi, José Mourinho era entrato nello spogliatoio e aveva fatto i complimenti per l’impresa. È successo lo stesso giovedì a Zagabria, al termine di Dinamo-Tottenham. Il 3-0 con tripletta di Orsic (nel 2013’14 faceva panchina in Serie B a La Spezia) ha estromesso gli Spurs dall’Europa League, dopo il 2-0 per gli inglesi all’andata. È vero, il mattatore della serata ha pescato un paio di assi dalla distanza che non sempre troverà nella manica, ma l’esito conclusivo è frutto di una sfida in cui c’è chi ha messo tutto in campo e chi non lo ha fatto. Un aspetto che nelle interviste post-gara è stato sottolineato in maniera netta da Mourinho. "Non sembrava stessimo giocando una partita importante e io per rispetto alla mia carriera e al mio lavoro giudico ogni partita così", è il sunto di un lungo discorso, a viso affranto e con tanta rabbia in corpo. Il portoghese è uno che ha vinto tutto in carriera, alternando come è naturale una serie di cadute fattesi più frequenti tra United (con cui ha comunque vinto tre trofei in un anno) e ora Tottenham. All’Inter molti giocatori ricordano una sfuriata al termine di una sfida persa 3-1 a Bergamo contro l’Atalanta, un feroce attacco ammesso anni dopo dallo stesso Mourinho. Alla fine di quel 200809 i nerazzurri vinsero il campionato, segno che la sfuriata aveva una sua motivazione, così come ce l’hanno i gesti e le parole di due giorni fa. Non ci sarà lo stesso epilogo per il Tottenham, fuori dall’Europa e ottavo in Premier dopo aver veleggiato in alta classifica a inizio stagione. Ieri la stampa definiva "imbarazzante" la squadra di Josè a cui è rimasta solo la Coppa di Lega: finale col City di Guardiola il 25 aprile. Manca un mese, può accadere di tutto, ma per come stanno oggi le due squadre (i Citizens hanno vinto 24 delle ultime 25 gare) conquistare il trofeo sarebbe una rinascita da araba fenice.

Mattia Todisco