di Giulio Mola CARNAGO (Varese) Ha il sapore agrodolce della beffa l’atteso ritorno in Champions del Milan dopo sette anni di assenza. Perché ieri pomeriggio, sull’aereo che ha portato la truppa rossonera a Liverpool, non c’era il totem Zlatan Ibrahimovic, costretto a fermarsi al termine della rifinitura per tornare in infermeria dopo il felice rientro di domenica con la Lazio. "Zlatan ha un’infiammazione al tendine, direi normale dopo quattro mesi di stop: è inutile...

di Giulio Mola

CARNAGO (Varese)

Ha il sapore agrodolce della beffa l’atteso ritorno in Champions del Milan dopo sette anni di assenza. Perché ieri pomeriggio, sull’aereo che ha portato la truppa rossonera a Liverpool, non c’era il totem Zlatan Ibrahimovic, costretto a fermarsi al termine della rifinitura per tornare in infermeria dopo il felice rientro di domenica con la Lazio. "Zlatan ha un’infiammazione al tendine, direi normale dopo quattro mesi di stop: è inutile rischiare", spiega sconsolato l’allenatore. Anche lui, al debutto nel torneo più prestigioso dopo una carriera ventennale che lo ha portato sino all’Europa League (Champions solo “sfiorata“ nel 2015), sperava di presentarsi nel teatro dell’Anfield con l’abito migliore ("Avevo già deciso che Ibra sarebbe sceso in campo sin dal primo minuto", rivela) ma di fronte all’ennesimo contrattempo cerca di mostrarsi sereno, convinto che anche senza il suo “leader“ la squadra possa far bene: "Abbiamo tante altre partite davanti, ed io penso a un Milan con Zlatan, è quello che vogliamo tutti. Ma ci sono tante soluzioni valide e siamo preparati". "Giroud sta bene ma non ha ancora i 90’ nelle gambe - prosegue l’allenatore - sceglierò tra lui e Rebic". Ed è quello forse l’unico dubbio del tecnico in questa agitata vigilia: per il resto la squadra è confermata..

Certo, fa rabbia perdere Ibra nella partita che tutti aspettavano (a Liverpool hanno tirato un sospiro di sollievo quando è arrivata la notizia dall’Italia), soprattutto dopo una ripresa graduale, senza mai forzare le tappe. Il Milan e Pioli non avevano trascurato alcun dettaglio per presentarsi bene alla serata di gala, ma adesso il timore (anche se nessuno lo dice) è quello di non poter disporre dello svedese neppure domenica a Torino contro la Juventus. Meglio non pensarci, meglio godersi comunque il debutto in un girone complicato dove nulla è scontato. "Noi vogliamo cominciare a scrivere la storia sin dalla prima partita - avverte Pioli -. Vero, di fronte ci troveremo avversarie molto competitive, ma se siamo arrivati sin qui è grazie alle nostre idee e al nostro modo di giocare al calcio. E abbiamo subito una grande opportunità per dimostrare a tutti che se si alza l’asticella ci siamo...".

Insomma, una bella iniezione di autostima che proprio non guasta viste le difficoltà di un match contro un avversario esperto ed aggressivo.