di Leo Turrini La guerra continua. Senza esclusione di colpi. Ormai, il conflitto tra Hamilton e Verstappen si è trasformato in una sorta di battaglia all’arma bianca. Con il coinvolgimento, sempre meno nascosto, della forza “politica” delle rispettive scuderie. Ieri nella notte del Qatar ha prevalso di nuovo il britannico, ora staccato in classifica di appena otto punti. Ma il vero colpo di scena c’era stato in mattinata, quando la giuria aveva deciso di retrocedere l’olandese sulla griglia dalla seconda alla settima posizione. Motivo: Max non aveva rallentato sabato in qualifica quando erano state esposte le bandiere gialle per l’incidente di Gasly. Ma ciò non aveva dato vantaggi al leader del campionato: aveva già il secondo tempo…...

di Leo Turrini

La guerra continua. Senza esclusione di colpi. Ormai, il conflitto tra Hamilton e Verstappen si è trasformato in una sorta di battaglia all’arma bianca. Con il coinvolgimento, sempre meno nascosto, della forza “politica” delle rispettive scuderie. Ieri nella notte del Qatar ha prevalso di nuovo il britannico, ora staccato in classifica di appena otto punti. Ma il vero colpo di scena c’era stato in mattinata, quando la giuria aveva deciso di retrocedere l’olandese sulla griglia dalla seconda alla settima posizione. Motivo: Max non aveva rallentato sabato in qualifica quando erano state esposte le bandiere gialle per l’incidente di Gasly. Ma ciò non aveva dato vantaggi al leader del campionato: aveva già il secondo tempo… "Questa è una decisione scandalosa – aveva tuonato Chris Horner, capo della Red Bull – Max viene cacciato indietro su un circuito che non facilita i sorpassi mentre la federazione internazionale si è nascosta dietro il comportamento irresponsabile di un commissario di pista, che ha sventolato la bandiera quando non ce ne era la necessità. Sarebbe invece indispensabile da parte di chi governa la Formula 1 istruire in maniera adeguata chi si trova a svolgere mansioni tanto delicate". Un attacco durissimo alla credibilità della Fia, in una fase estremamente delicata, per usare un eufemismo, della stagione. Jean Todt, il numero uno della federazione, non ha gradito. Horner è stato immediatamente convocato nel dopo gara dalla giuria per rendere conto delle sue affermazioni: si è scusato dopo lo sfogo, cavandosela con una sola reprimenda.

Schermaglie continue che mantengono incandescente il clima, a maggior ragione mentre Hamilton accentua la sua rimonta e l’assegnazione del titolo sarà con tutta probabilità rimandata all’ultimo atto di un incredibile, meraviglioso campionato. Tra le dune di Abu Dhabi, il 12 dicembre prossimo.

Dopo. La gara di ieri è stata ovviamente condizionata dagli eventi che l’hanno preceduta, non foss’altro perché a Verstappen è stata sottratta la possibilità di dare fastidio ad Hamilton sin dalla partenza. Tutto sommato, però, l’olandese ha provveduto a limitare i danni. Per come si erano messe le cose, per lui il bilancio avrebbe potuto rivelarsi decisamente peggiore.

"Posso solo dire che la sanzione me la aspettavo e non chiedetemi perché – ha commentato Max con una punta di sarcasmo –. Non sono scontento dell’esito della corsa, mi sono preso un rischio al via perché mi rendevo conto che dovevo cercare immediatamente di guadagnare posizioni. Ho fatto abbastanza presto a risalire fino al secondo posto, a quel punto sinceramente non ero veloce come la Mercedes del mio avversario. Io quindi ho ragionato, calcolando che grazie al secondo posto sarei comunque rimasto in testa alla classifica. E mi sento bene, non avverto la pressione del momento. Siamo ancora in una situazione che ci vede davanti. Rimangono due tappe da affrontare e preferisco arrivare in Arabia Saudita con otto punti di vantaggio piuttosto che essere costretto a rincorrere".

Il re. Non c’è dubbio però che l’inerzia della stagione si stia spostando a favore di Hamilton, reduce da due successi in una settimana che hanno prepotentemente rilanciato le sue ambizioni. Il detentore del titolo prima della partenza supponeva di poter guadagnare di più, in termini di punti, nei confronti dell’avversario. Ma, alla fine della fiera, adesso Lewis è pienamente padrone del suo destino. Trionfando a Gedda e a Yas Marina, salirebbe a quota otto. Titoli iridati, s’intende. "È andato tutto come speravo – ha spiegato Hamilton – La macchina è stata impeccabile e la squadra ha gestito alla perfezione la situazione. Sono sereno, ho tutto il diritto di guardare con fiducia alle gare che restano".