Mario Mandzukic, 34 anni: stasera. si gioca un posto in attacco con Rafael Leao
Mario Mandzukic, 34 anni: stasera. si gioca un posto in attacco con Rafael Leao
di Luca Talotta Come al casinò, quando il croupier chiude le giocate; con brivido, adrenalina e paura, il Milan si trova di fronte ad un bivio: vincere stasera contro la Lazio, per proseguire nella sua rincorsa ad un posto Champions e tenere a debita distanza una rivale diretta; oppure perdere (o pareggiare), rimettere tutto in discussione e giocarsi, molto probabilmente, il tutto per tutto nei due spareggi contro Juventus (9 maggio, a Torino) e Atalanta (23 maggio, ultima giornata a Bergamo) sperando di non incappare in ulteriori passi falsi nelle restanti sfide...

di Luca Talotta

Come al casinò, quando il croupier chiude le giocate; con brivido, adrenalina e paura, il Milan si trova di fronte ad un bivio: vincere stasera contro la Lazio, per proseguire nella sua rincorsa ad un posto Champions e tenere a debita distanza una rivale diretta; oppure perdere (o pareggiare), rimettere tutto in discussione e giocarsi, molto probabilmente, il tutto per tutto nei due spareggi contro Juventus (9 maggio, a Torino) e Atalanta (23 maggio, ultima giornata a Bergamo) sperando di non incappare in ulteriori passi falsi nelle restanti sfide contro tre formazioni in lotta per non retrocedere (nell’ordine, Benevento, Torino e Cagliari). È incredibile come la stagione del Milan, da trionfalistica, rischi di tramutarsi in un nuovo, ennesimo, disastroso anno sabbatico dai grandi palcoscenici. La rincorsa spasmodica alla Champions, cominciata idealmente a gennaio 2020 con l’approdo di Ibrahimovic (oggi ancora fuori dalla lista dei convocati causa infortunio ma comunque a bordo campo per incitare i suoi compagni), che sembrava davvero alla portata di un Diavolo capace di rimanere primo in classifica dalla quarta alla ventunesima giornata, oggi è seriamente messa in dubbio, causa una serie di risultati non positivi e all’assenza del gigante svedese, uomo capace di mettere a segno 15 delle 60 reti dei rossoneri, vale a dire il 25% del totale. Ibra che oggi potrebbe essere rimpiazzato da colui che, a gennaio, era giunto proprio come suo alter ego, Mandzukic: "Leao si gioca il posto da titolare con Mario" l’ammissione di Pioli, per nulla soddisfatto del rendimento offensivo del portoghese il quale non segna, partendo da titolare, addirittura da Milan-Torino 2-0 del 9 gennaio: un’eternità per un attaccante.

La ricetta di Pioli è sempre la stessa: vietato soffermarsi sulle sconfitte, meglio guardare avanti; manca poco alla fine della stagione, l’obiettivo è alla portata. E stasera tutti all’Olimpico: "E’ uno spareggio per andare in Champions League, ma noi ce lo meritiamo di arrivare tra le prime quattro della classifica". Pioli carica i suoi, conscio che ormai non si possono più regalare punti a destra e a manca come accaduto, nell’ultimo periodo, contro Sassuolo, Sampdoria e Udinese (solo due sui nove a disposizione). Il problema, però, è che questa volta il Milan dovrà affrontare un match importante senza il solo Ibra: recuperati Theo Hernandez e Tomori, nella lista degli indisponibili figurano solo lo svedese e il giovane Maldini. Come dire: se finora gli infortuni potevano considerarsi un alibi, ora questo non è più ammesso: "Rien ne va plus!". Fate il vostro gioco e senza tabelle, come riferito dallo stesso Pioli. Che, per una volta, ha detto una piccola bugia: impossibile non fare tabelle in una lotta Champions così serrata e con così tanti interpreti ancora in gioco. Ma le bugie a fin di bene, spesso, possono portare anche sorrisi.