di Leo Turrini Forse nemmeno la scontata evocazione di Davide contro Golia regge il confronto. Nel senso che l’eroe biblico almeno disponeva di una fionda e inoltre Jose Mourinho, quanto a ego, sicuramente supera le dimensioni del gigante cattivo dell’Antico Testamento. E insomma, esiste ancora un calcio capace di raccontare storie al limite dell’incredibile. Oggi in Inghilterra si gioca il terzo turno della FA Cup, l’equivalente della nostra Coppa Italia. La differenza è che oltre Manica, al netto della Brexit, conservano una sana propensione per la fantasia...

di Leo Turrini

Forse nemmeno la scontata evocazione di Davide contro Golia regge il confronto. Nel senso che l’eroe biblico almeno disponeva di una fionda e inoltre Jose Mourinho, quanto a ego, sicuramente supera le dimensioni del gigante cattivo dell’Antico Testamento. E insomma, esiste ancora un calcio capace di raccontare storie al limite dell’incredibile. Oggi in Inghilterra si gioca il terzo turno della FA Cup, l’equivalente della nostra Coppa Italia. La differenza è che oltre Manica, al netto della Brexit, conservano una sana propensione per la fantasia che si traduce in realtà. E dunque una squadra di ottava divisione, più o meno la nostra seconda categoria, contende il passaggio al turno successivo al Tottenham di Mou. Lui, lo stregone portoghese delle panchine. Chiamato ad guidare i suoi campioni, da Kane in giù, su un campetto di periferia, con recinzioni in filo spinato e terrazze di case private che danno sul rettangolo verde.

Per capirci, è un po’ come se la Juventus sfidasse il Moncalieri, l’Inter il Vimercate, la Fiorentina il Fiesole, il Bologna il Budrio. Impensabile, nella cornice fittiziamente sontuosa che il pallone di casa nostra, per inciso pieno di debiti, ha preteso di darsi. Con il bel risultato (faccio per dire) che nemmeno si disputano più le partitelle del giovedì in periferia. In un tempo non remoto, i bambini dei borghi e dei piccoli comuni potevano, almeno una volta nella vita!, vedere da vicino Rivera e Mazzola, Pascutti e Riva, Antognoni e Bettega: oggi per carità, sarebbe un sacrilegio. Dio salvi l’Inghilterra, allora. Con il suo gusto per l’...antiquariato, preserva una tradizione secolare e volendo esagerare un po’ (ma neanche tanto, poi), beh, forse anche per questo motivo la Premier League, nel mondo, è infinitamente più popolare della serie A.

La squadra che oggi duella con gli Spurs del Mou si chiama Marine. È l’espressione di un quartiere non distante da Liverpool. Zero professionisti, budget inesistente. Una Cenerentola invitata a corte per una notte, ecco.

Non solo. In tempi di Covid (la pandemia sta facendo disastri, in Gran Bretagna) nessuno potrà andare allo stadio. La partita avrà come testimoni solo i membri delle famiglie che abitano negli appartamenti che confinano con l’impianto. Ciò nonostante, servendosi di una lotteria alla buona, i volenterosi dirigenti del Marine sono riusciti a vendere diecimila biglietti “virtuali”. Anche Mourinho ne ha comprato uno. E Carletto Ancelotti, che allenando l’Everton vive non distante da Marine, si è messo a disposizione del “collega” che deve sfidare l’ex nocchiero dell’Inter del Triplete, regalando consigli gratuiti.

Di più. Poiché le restrizioni anti virus non ammettono deroghe, i calciatori del Tottenham si cambieranno nelle sale di un centro congressi, non potendo usufruire di spogliatoi e docce.

In Italia, quando mai?