Venerdì 14 Giugno 2024
PAOLO GRILLI
Sport

Lukaku salva l’Inter, poi scoppia la rissa

Il belga espulso dopo aver pareggiato il gol di Cuadrado, al fischio finale i nervi saltano: rosso anche per il colombiano e Handanovic

Lukaku salva l’Inter, poi scoppia la rissa

Lukaku salva l’Inter, poi scoppia la rissa

di Paolo Grilli

Il ritorno a San Siro il 26 aprile lascia tutto aperto. Ma lo Stadium manda la cartolina di una Juve che manca l’occasione e di un’Inter che in Coppa riesce a riabilitarsi, con il rigore all’ultimo respiro di Lukaku che potrebbe rappresentare la svolta di una stagione tormentatissima.

Serata di tensioni reciproche per una semifinale di Coppa Italia da brivido. Il finale, con il rosso allo stesso Romelu per l’esultanza eccessiva e la quasi rissa Handanovic-Cuadrado (anche loro espulsi) lo certifica. Un altro parapiglia nel tunnel degli spogliatoi: brutta immagine per un calcio che vuol farsi bello.

A mostrare qualcosa in più è stata la squadra di Inzaghi, che nelle Coppe ha davvero una tempra diversa rispetto al campionato. L’avvio vede la Juve riversarsi senza remore in avanti: un vantaggio precoce avrebbe scardinato le poche certezze residue dell’Inter, immersa in una fase delicatissima della stagione. La risposta di Handanovic sul rasoterra di Di Maria sembra invece dare tutta la carica del pericolo scampato ai suoi. I nerazzurri finiscono infatti per collezionare le migliori occasioni della prima frazione. Prima Perin si oppone alla Szczesny sulla conclusione ravvicinata di Brozovic, poi è Bremer a negare una marcatura quasi certa a Dimarco, infine è D’Ambrosio a spedire alto di testa un pallone invitante.

Nella ripresa è Mkhitaryan a sfiorare il gol. Allegri mette dentro Chiesa e Milik, ed è il polacco a mancare il colpo del ko. Ci pensa invece Cuadrado a segnare: ma è solo un illusione, perché poi Lukaku pareggia dal dischetto dopo l’ingenuità di Bremer. Inzaghi la sfanga, almeno per un po’. "Abbiamo fiducia in lui – dice l’a.d. dell’Inter Giuseppe Marotta – abbiamo instaurato un rapporto di fiducia pluriennale. Siamo contenti, siamo ancora in corsa per tre obiettivi. La cosa prioritaria per il club – conclude l’a.d. nerazzurro – è che immaginarci fuori dalla Champions significherebbe rivedere i piani e il business plan dell’anno prossimo".