Partenza con il freno a mano per i campioni in carica. I Lakers, per di più, cadono per mano dell’altra metà di Los Angeles, ovvero i meno blasonati, ma altrettanto ambiziosi Clippers. La prima della nuova stagione post bolla, ma sempre a porte chiuse, non fa sorridere LeBron James. I Lakers vengono battuti...

Partenza con il freno a mano per i campioni in carica. I Lakers, per di più, cadono per mano dell’altra metà di Los Angeles, ovvero i meno blasonati, ma altrettanto ambiziosi Clippers.

La prima della nuova stagione post bolla, ma sempre a porte chiuse, non fa sorridere LeBron James. I Lakers vengono battuti 116-109 (39-19; 56-54; 89-78) al termine di una partita dall’andamento abbastanza bizzarro. Clippers subito avanti, equilibrio all’intervallo e nuova fuga dei Clippers.

Ai Lakers non bastano i 22 punti di LeBron James, i 18 di Anthony Davis e i 14 di Dennis Schröder. Modesto, almeno al debutto, l’apporto del più giovane dei fratelli Gasol. Per Marc un rimbalzo e un assist in 12 minuti di utilizzo. Clippers in volo con Paul George da 33, Kawhi Leonard da 26 e Serge Ibaka da 15.

Da favola il debutto dei Brooklyn Nets affidati alla guida tecnica di Steve Nash. Con Golden State Warriors finisce 125-99 (40-25; 63-45; 99-71 i parziali). Comincia bene Kevin Durant (nella foto con Nash), 22 punti in 25 minuti di impiego, anche meglio Kyrie Irving che ne firma 26 in 25’. Caris LeVert ne aggiunge 20. In casa Warriors ce ne sono 20 (con l’aggiunta di 10 assist) per Stephen Curry, mentre James Wiseman ne realizza 19.

Niente da fare, nel gruppo Golden State, per Nico Mannion, scelto al secondo giro. L’azzurro, classe 2001, che è stato indicato dallo stesso club che nel 1983 puntò sul padre Pace, è costretto a rivedere i suoi piani. Non è nemmeno a referto. Ma ha solo 19 anni e tanta voglia di emergere. Il tempo è il suo alleato più prezioso.

a. gal.