di Marco Galvani Storica pole della Mv Agusta in Moto2 con Stefano Manzi, pole di cuore per Franco Morbidelli in MotoGp. Per giocarsela fino all’ultimo nonostante i 35 punti (con 50 ancora a disposizione) che lo separano da un Joan Mir in ansia da prestazione. Per lo spagnolo il 12° tempo in qualifica complica il percorso a un passo dal titolo. Il primo per la Suzuki nell’era MotoGp e a vent’anni dall’ultimo Mondiale di Kenny Roberts jr. Gli basterebbe salire sul podio per non...

di Marco Galvani

Storica pole della Mv Agusta in Moto2 con Stefano Manzi, pole di cuore per Franco Morbidelli in MotoGp. Per giocarsela fino all’ultimo nonostante i 35 punti (con 50 ancora a disposizione) che lo separano da un Joan Mir in ansia da prestazione. Per lo spagnolo il 12° tempo in qualifica complica il percorso a un passo dal titolo. Il primo per la Suzuki nell’era MotoGp e a vent’anni dall’ultimo Mondiale di Kenny Roberts jr. Gli basterebbe salire sul podio per non dover fare più i conti con i punti degli avversari. Ma il suo primo inseguitore, Fabio Quartararo gli parte davanti di una casella soltanto.

Ambizioni mondiali nella top class, ricordi leggendari nella classe di mezzo con un marchio lombardo orgoglio del motorsport fino agli ultimi anni Settanta. E’ il riminese Stefano Manzi a centrare una storica pole per la Mv Agusta. Con tanto di record del circuito (1’34.418). In Moto2 la casa di Varese (18 titoli in 500 tra il 1956 e il 1974, di cui 7 con Giacomo Agostini, 4 Mondiali in 250 e 6 in 125) torna davanti a tutti come non succedeva dal 25 aprile 1976 nella 350 con Agostini a Le Mans. "Sono troppo felice – confessa Stefano -, è stata una qualifica strana perché ero 11° nella classifica combinata dopo le libere. Però abbiamo fatto delle modifiche ed è venuto fuori il record: una bella carica per la gara" (che vede Marco Bezzecchi 3°, soltanto 10° Luca Marini e 12° il leader Enea Bastianini).

Più breve – 6 anni - il digiuno prima di rivedere un italiano in pole a Valencia: "Sono contento sia io – sorride Morbidelli -, merito di un grande feeling con la moto, mi sentivo di poter rischiare". L’unico in Yamaha. Invidiato pure da Valentino, che se la prende con i tecnici che "non so se mi stiamo ad ascoltare. Non è la prima volta che un pilota con la moto vecchia è più veloce di quelli con la M1 ufficiale". Per carità, "Franco ha la moto sotto controllo e riesce ad andare in curva con gran velocità – mette i puntini Rossi -, ma qui serve un lavoro serio per migliorare". E continua pure il calvario di Andrea Dovizioso (17°) e Danilo Petrucci (15°). A Valencia Ducati salva l’onore con il ‘cliente’ Jack Miller (2°) e ‘Pecco’ Bagnaia (8°). In casa Honda, paura per Alex Marquez, protagonista di un highside in Q1: per lui fortunatamente solo una forte botta al gluteo sinistro. In Moto 3 la pole è firmata dalla KTM di Darryn Binder (1’38.286) davanti a Kaito Toba e Raul Fernandez.