Silvio Baldini con i gemelli Filippini, in una foto della sua esperienza a Palermo, nella stagione 2003/04 terminata con un esonero in piena corsa per la serie A
Silvio Baldini con i gemelli Filippini, in una foto della sua esperienza a Palermo, nella stagione 2003/04 terminata con un esonero in piena corsa per la serie A
di Enrico Salvadori Chiamatela rivincita anche se è passata un’era geologica da quella stagione 2003-2004 quando lo scontro con un irascibile Maurizio Zamparini gli costò l’esonero in piena corsa per la serie A, promozione che sarebbe stata poi conquistata qualche mese dopo da Francesco Guidolin. Silvio Baldini torna a guidare il Palermo dal quale fu allontanato da terzo in classifica con un contratto di un milione all’anno per tre anni. Ora la situazione è diversa. Silvio ha una forte personalità ed è...

di Enrico Salvadori

Chiamatela rivincita anche se è passata un’era geologica da quella stagione 2003-2004 quando lo scontro con un irascibile Maurizio Zamparini gli costò l’esonero in piena corsa per la serie A, promozione che sarebbe stata poi conquistata qualche mese dopo da Francesco Guidolin.

Silvio Baldini torna a guidare il Palermo dal quale fu allontanato da terzo in classifica con un contratto di un milione all’anno per tre anni. Ora la situazione è diversa.

Silvio ha una forte personalità ed è più maturo, il presidente rosanero Dario Mirri è un ragionatore e non un vulcanico come Zamparini anche se in pieno clima natalizio ha deciso di sollevare l’allenatore Giacomo Filippi e tutto il suo staff.

Eppoi la sua vendetta sportiva Baldini l’ha già consumata tre anni dopo quell’esonero, quando con il Catania ottenne la prima storica vittoria in serie A contro i rosanero nel derby più sentito di Sicilia. Derby che è stato fatale a Filippi insieme a qualche pareggio di troppo e alla marcia trionfale del Bari che ha già mezza serie B in tasca. Il Palermo è quarto a -11 dalla vetta e tempo per la promozione in B almeno attraverso i playoff c’è.

Spazio quindi all’istrionico allenatore apuano con contratto fino a giugno. Gioco offensivo, un gruppo che deve essere tale sul campo e fuori, una filosofia del lavoro accurato. Senza tralasciare anche i più piccoli particolari. Silvio Baldini riporta in Sicilia i saporiti ingredienti di un lavoro certosino, condito dalla tempra tutta toscana di un uomo fuori dagli schemi, in un mondo fatto di stereotipi.

Di un tecnico che nelle ultime stagioni ha guidato in serie C la Carrarese (la società a cui calcisticamente deve tutto pur essendo un massese purosangue), non percependo lo stipendio.

Nel suo contratto stilato nel giugno 2017 erano previsti una penale in caso di esonero e un bonus in caso di promozione. Erano sei anni che Baldini non sedeva più su una panchina.

Alla terza stagione sotto le Apuane Baldini pilotò la Carrarese alla semifinale playoff per la B, battuto proprio dal Bari che ora ritrova sulla sua strada. La scorsa stagione l’avventura con il vecchio amore calcistico finì con le dimissioni presentate per dare una scossa a una squadra che si era seduta. Molti avevano pronosticato che per Baldini non ci potevano essere altre opportunità ma non è stato così.

Palermo ha chiamato e il vecchio leone ha risposto: per il prestigio della piazza, per un tifo calorosissimo e per dimostrare a un’intera isola che quell’esonero al terzo posto in classifica fu un’ingiustizia.