Edin Dzeko, attaccante bosniaco di 35 anni: ha lasciato la Roma dopo 85 gol in A
Edin Dzeko, attaccante bosniaco di 35 anni: ha lasciato la Roma dopo 85 gol in A
di Mattia Todisco Quarantacinque giorni di lavoro. Sono quelli in cui Simone Inzaghi ha plasmato la sua Inter per il campionato. Ha perso due pedine di pregio, un cavallo che sfreccia come Hakimi e il re della scacchiera, Romelu Lukaku. Dzeko è la prima toppa in un buco talmente grande da poter essere riempito solo aggiungendo altra stoffa. Sarà quella di Correa o di Thuram, nomi che Inzaghi evita accuratamente in conferenza stampa. Non...

di Mattia Todisco

Quarantacinque giorni di lavoro. Sono quelli in cui Simone Inzaghi ha plasmato la sua Inter per il campionato. Ha perso due pedine di pregio, un cavallo che sfreccia come Hakimi e il re della scacchiera, Romelu Lukaku. Dzeko è la prima toppa in un buco talmente grande da poter essere riempito solo aggiungendo altra stoffa. Sarà quella di Correa o di Thuram, nomi che Inzaghi evita accuratamente in conferenza stampa. Non può consegnare al gruppo il messaggio che la mente non sia al 100% concentrata su Inter-Genoa, esordio in campionato oggi alle 18.30, davanti ai 25mila del Meazza saggiato ieri dal gruppo con la rifinitura. Il calendario dei nerazzurri non è probitivo in avvio, se i campioni faranno i campioni. La pre-stagione è andata bene, ma adesso si andrà in scena per i tre punti, con un’ossatura rimasta quasi intatta nel modulo e la base forte della miglior difesa del campionato negli ultimi due anni. Se non ci saranno sorprese, l’undici di partenza odierno sarà lo stesso di Inter-Dinamo Kiev, prove generali di sabato scorso, con Sensi a supporto di Dzeko. Serve uno slancio in grado di sopire le delusioni che serpeggiano nell’ambiente dopo gli addii di rilievo, uno dei quali (Conte) ha permesso a Inzaghi di essere all’Inter.

Da ieri non fa ufficialmente più parte del club anche Gabriele Oriali, sollevato dal ruolo di First Team Technical Manager con un comunicato fin troppo breve per chi in mezzo secolo ha fatto la storia in più vesti. Ha “rimediato“ Zanetti su Instagram con un lungo post per salutarlo. Già in mattinata l’argentino aveva mostrato insofferenza verso l’operato di Suning. "Non posso mentire ai tifosi dell’Inter. Forse altri sì, ma io no - le parole procunciate a un evento a Biella - Sarà una stagione difficile, ma va detto anche che saremo competitivi. Io non parlo molto e il mio silenzio credo dica tanto: serve a proteggere l’Inter. Ma una cosa ai tifosi la dico: noi, ancora una volta, per la maglia nerazzurra daremo tutto". Nello stesso giorno, sui social, si diffonde la polemica per una gigantografia di Facchetti tolta da Interello. Tornerà al suo posto coi nuovi loghi a fianco, assicura la società. Va bene gli addii, ma la storia è bene che resti al suo posto.