Comunque vada e dopo aver schiantato l’Ucraina, la semifinale tra Danimarca e Inghilterra sarà uno spettacolo, anche se per Southgate da qui in poi la vita sarà bella, più bella di chiunque altro perchè lui se la giocherà in casa, con sessantamila tifosi inglesi. E fa paura una squadra che fin qui non ha subito gol, difendendo benissimo e poggiando sui sui big del gol là davanti, con Sterling scintillante e decisivo da subito e Kane in impennata al momento giusto, quando i gol pesano...

Comunque vada e dopo aver schiantato l’Ucraina, la semifinale tra Danimarca e Inghilterra sarà uno spettacolo, anche se per Southgate da qui in poi la vita sarà bella, più bella di chiunque altro perchè lui se la giocherà in casa, con sessantamila tifosi inglesi. E fa paura una squadra che fin qui non ha subito gol, difendendo benissimo e poggiando sui sui big del gol là davanti, con Sterling scintillante e decisivo da subito e Kane in impennata al momento giusto, quando i gol pesano tonnellate.

Sbagliato, dunque, pensare che i destini dell’Inghilterra dipendano da cioè che più di ogni altra cosa è luminescente e cioè i gol e le intuizioni del migliore fin qui, Sterling e del risveglio dell’Uragano, Harry Kane. In realtà c’è un dato che in competizioni serrate come questa finiscono per fare la differenza. E cioè la difesa. Cos’ì come è successo ai nostri, ad esempio, che fin qui hanno preso solo due gol e uno su rigore, qui c’è chi ha fatto addirittura meglio, mantenendo Pickford al fresco dell’imbattibilità dall’inizio di Euro2020. Pensando a Sterling e Kane si tende a immaginare chissà quale volume di occasioni da gol, tiri e tutto il resto. E invece. Le statistiche dell’Inghilterra, fino alla notte dell’Olimpico raccontavano di soli 28 tiri in porta, il che certifica come l’Inghilterra abbia scelto decisamente la via dell’equilibrio e della solidità difensiva, contando su veri e propri giganti della retroguardia come Maguire, sacrificando qualche occasione da gol in più.

Poi, certo, se hai quei due in qualche modo la risolvi là davanti e su questo ha puntato Southgate, ampiamente ripagato contro la Germania e all’Olimpico già dopo quattro minuti con quei due. Succede che Sterling fa quello che fanno i grandi giocatori, vede uno spazio impossibile e ci infila la palla per Harry l’Uragano che firma il suo definitivo risveglio. L’Inghilterra ha però il vizio di andare ad intermittenza sul piano della concentrazione, lasciando che i ragazzi di Sheva tramutino in (rare) occasioni il calo di ritmo degli inglesi. SI diceva dei difensori come Maguire. Uno come lui è un peccato tenerlo fisso là dietro e allora salire su calcio piazzato e firmare il raddoppio all’inizio della ripresa è un tutt’uno. E qui finisce l’Europeo dell’Ucraina, che subito dopo, appena cinque minuti, subisce il terzo gol firmato da una gran inzuccata di Kane e il quarto di Henderson. E da oggi occhio: ’Hurricane’ è tornato per giocarsela a Londra, casa sua.

Paolo Franci