Lautaro Martinez ha sbloccato la partita colpendo poi anche una clamorosa traversa: per lui i gol in campionato sono già tre
Lautaro Martinez ha sbloccato la partita colpendo poi anche una clamorosa traversa: per lui i gol in campionato sono già tre
di Giulio Mola Tutto facile, fin troppo. L’ultimo sabato d’estate si colora di un vivace nerazzurro per l’Inter, che prende a “pallate” il fragilissimo Bologna rifilandogli un tennistico 6-1, cancellando in un sol colpo i cattivi pensieri frullati nella mente dopo il pari con la Samp e le amarezze del mercoledì di Champions (26 tiri e appena due reti nelle due gare). A suon di gol la squadra di Simone Inzaghi (nuova per quattro undicesimi rispetto all’ultimo match, con Vecino ripescato dopo il forfait di Vidal) volta pagina, riprende a correre in campionato e almeno per una notte (aspettando Milan, Roma e Napoli)...

di Giulio Mola

Tutto facile, fin troppo. L’ultimo sabato d’estate si colora di un vivace nerazzurro per l’Inter, che prende a “pallate” il fragilissimo Bologna rifilandogli un tennistico 6-1, cancellando in un sol colpo i cattivi pensieri frullati nella mente dopo il pari con la Samp e le amarezze del mercoledì di Champions (26 tiri e appena due reti nelle due gare). A suon di gol la squadra di Simone Inzaghi (nuova per quattro undicesimi rispetto all’ultimo match, con Vecino ripescato dopo il forfait di Vidal) volta pagina, riprende a correre in campionato e almeno per una notte (aspettando Milan, Roma e Napoli) torna in vetta. Unica nota “stonata” l’infortunio di Correa, subito titolare ma ko prima della mezz’ora (trauma al bacino): così Dzeko ha dovuto fare gli “straordinari” realizzando anche una splendida doppietta nella ripresa.

E pensare che quella contro i rossoblù di Mihajlovic, arrivati a San Siro con gli stessi punti dell’Inter (7, e zero sconfitte) era la classica partita da prendere con le molle, contro un avversario tosto e un’identità acquisita in tre giornate. Il campo ha detto ben altro, perché i nerazzurri hanno dominato in lungo e in largo, sovrastando gli ospiti dal punto di vista tecnico, tattico e fisico, rischiando pochissimo (decisiva parata di Handanovic su Soriano al 12’) e collezionando tante occasioni. Tre gol per tempo, con Lautaro (che ha pure colpito una traversa) bravo a “spaccare” il match e Skriniar a raddoppiare su angolo prima della stoccata di Barella. Dopo soli 34’ il match era finito, con i 36mila di San Siro ad osannare i propri beniamini ed estasiati dalla qualità del gioco. Perché se è vero che la retroguardia del Bologna è stata più friabile di un grissino, è da sottolineare pure la bontà della manovra dei campioni d’Italia, padroni sulle fasce grazie ai puntuali inserimenti di Dumfries da una parte e Dimarco dall’altra. Imprendibili entrambi. Ma se dell’ex Verona si erano già apprezzate le qualità (con meraviglioso gol) a Marassi, l’esterno destro olandese ha impressionato tutti nella sua “prima” da titolare alla Scala del calcio. Devastante nel primo tempo, con l’invito a nozze per Martinez in avvio, lo zampino sul terzo gol di Barella e poi tante altre incursioni fino all’ultimo istante. "Sono felice, davvero una bella prestazione dopo il ko con il Real - dice l’orange -. Le indicazioni di Inzaghi? Sì, dovevo spingere sulla fascia ed è andata bene, come avevamo preparato. Se sto facendo dimenticare Hakimi? Non penso a questo... ". Piedi per terra insomma. E poi le parole al miele di Inzaghi: "Penso che Dumfries abbia fatto una grande gara, si sta allenando bene e il suo inserimento è stato più veloce del previsto". Insomma, anche se nessuno lo dice per una sera Hakimi è stato dimenticato. Del resto a San Siro non si sono visti neppure i fantasmi di Lukaku, perché la cooperativa del gol nerazzurra non si è fermata neppure nella ripresa: con Vecino e Dzeko. La rete della bandiera di Theate sul finale (dopo la girandola di cambi) non ha certo rovinato la serata di Inzaghi e della sua banda. La Fiorentina (prossima avversaria) è avvisata.