di Leo Turrini Magari non è ancora una resa, ma insomma. Nemmeno erano stati completati i primi dieci giri del Gran Premio del Messico e già via radio Lewis Hamilton sventolava bandiera bianca. "Lui è troppo veloce per me", ha confidato il sette volte campione del mondo ai suoi ingegneri. Dove “lui” sta per Max Verstappen, salito a più diciannove nella classifica iridata. "Ma io non penso sia finita -ha raccontato Hamilton- Semplicemente qui la Red Bull aveva un altro passo. Ho anche faticato a salvare il secondo posto dall’assalto di Perez…" Sul futuro immediato, palla lunga e...

di Leo Turrini

Magari non è ancora una resa, ma insomma. Nemmeno erano stati completati i primi dieci giri del Gran Premio del Messico e già via radio Lewis Hamilton sventolava bandiera bianca. "Lui è troppo veloce per me", ha confidato il sette volte campione del mondo ai suoi ingegneri. Dove “lui” sta per Max Verstappen, salito a più diciannove nella classifica iridata.

"Ma io non penso sia finita -ha raccontato Hamilton- Semplicemente qui la Red Bull aveva un altro passo. Ho anche faticato a salvare il secondo posto dall’assalto di Perez…"

Sul futuro immediato, palla lunga e pedalare: "In questo momento dobbiamo solo pensare a lavorare per migliorare le nostre prestazioni, già dal prossimo week end in Brasile".

Il giallo. In casa Mercedes si respira un’aria pesante. L’atteggiamento di Bottas in partenza non è passato inosservato: troppo remissivo nei confronti di Verstappen.

Va anche detto che per ben due volte il pit stop del finlandese è stato disastroso. È vero che in extremis Bottas ha strappato il punto del Giro veloce a Verstappen, ma è un po’ poco.

A questo proposito, la cosa intrigante è che, per la prima volta nella storia della Formula Uno!, potrebbero diventare decisivi, per la conquista del titolo iridato, i punti assegnati extra Gran Premio. Almeno così spera Hamilton, l’inseguitore.

Ce ne sono in ballo ancora sette. Tre al vincitore della Mini Race di sabato prossimo in Brasile (due punti andranno al secondo classificato, uno al terzo). Sarà l’ultima gara sprint della stagione, dopo quelle disputate a Silverstone (si impose Verstappen) e a Monza (successo di Bottas).

Poi c’è il punto singolo che ad ogni tappa spetta all’autore del giro più veloce. Il tutto condito dalla grande doppia incognita delle due piste sulle quali la Formula Uno non si è mai esibita: Qatar e Arabia Saudita.

Vada come vada, il campione 2021…profumerà di petrolio.

Il re. Quanto all’olandese volante, si è goduto il trionfo insieme allo scudiero Perez. "Auto perfetta, al via abbiamo sistemato subito le cose – detto Verstappen –. Sono felice ma non guardo la classifica. Una cosa per volta, adesso ci concentriamo sul Brasile".

Quanto alla Ferrari, alla fine Leclerc ha beneficiato del cambio di posizione con Sainz arrivando quinto: prima gli aveva ceduto il posto perché lo spagnolo andava più forte e la Rossa sperava di riuscire ad andare a prendere Gasly, speranza che si è rivelata vana.

"Per noi è stata una gara utile, per il campionato abbiamo guadagnato 17 punti su McLaren – ha detto alla fine il team principal Mattia Binotto –. Sainz sta migliorando, sta prendendo fiducia e se guardo l’anno prossimo penso che dobbiamo migliorare nei pit-stop, più che sui piloti. Dovremo migliorare in generale nel 2022".

Come conferma Leclerc: "Quest’anno non siamo mai totalmente soddisfatti, a parte a Monaco e a Baku. Ci aspettavamo qualcosa di più, ma la sorpresa è Gasly, perché è andato molto forte anche in gara. È stata una brutta sorpresa per noi".