Federico Chiesa, 23 anni e due gol in questo Europeo. Con la Juve otto gol e otto assist nell’ultima stagione di A
Federico Chiesa, 23 anni e due gol in questo Europeo. Con la Juve otto gol e otto assist nell’ultima stagione di A
di Paolo Grilli E’ stato per quasi un’ora il grande assente della sfida, irretito nel centrocampo asfissiante della Spagna, ma forse anche frenato da improvvisi timori. Poi, gli sono bastati pochi secondi per riscoprirsi grande, e confermarsi tale in maniera definitiva. Federico Chiesa è l’oro della nostra Nazionale. Nel suo gol c’è tutto: la voglia, la gioiosa sfrontatezza di una squadra votata alla rivoluzione. Berardi da lungo tempo si stava scaldando per sostituirlo, già a metà del primo tempo. Dopo la rete di Fede, è salito però per Immobile: impossibile a quel punto...

di Paolo Grilli

E’ stato per quasi un’ora il grande assente della sfida, irretito nel centrocampo asfissiante della Spagna, ma forse anche frenato da improvvisi timori. Poi, gli sono bastati pochi secondi per riscoprirsi grande, e confermarsi tale in maniera definitiva. Federico Chiesa è l’oro della nostra Nazionale. Nel suo gol c’è tutto: la voglia, la gioiosa sfrontatezza di una squadra votata alla rivoluzione. Berardi da lungo tempo si stava scaldando per sostituirlo, già a metà del primo tempo. Dopo la rete di Fede, è salito però per Immobile: impossibile a quel punto che il Mancio facesse abbandonare il campo all’uomo della provvidenza: quello che fino a poco prima proprio non ne voleva sapere di illuminare, oltre che di illuminarsi.

Già contro l’Austria, Chiesa aveva sbloccato una partita maledetta, dando il la alla cavalcata. Anche ieri ha spaccato la gara: in questo caso, due indizi bastano e avanzano per fare una prova. C’è stata la collaborazione di Insigne per il vantaggio azzurro. A ben pensarci, solo lui e Federico, con la loro imprevedibile energia, potevano aggiustare una serata partita subito in salita. E non è un caso che con la Spagna sotto lo juventino abbia poi trovato nuove chances per creare e segnare, dopo aver già stregato Wembley.

Un Europeo da protagonista assoluto, quello di Chiesa. Perché dopo le prime due gare in cui gli è stato preferito Berardi in avvio, il suo fuoco è servito da subito in campo. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Federico ha avuto una crescita inarrestabile. Difficile trovare uno che si accenda così in fretta e così bene come lui. A tanti non sembrerà il prototipo del giocatore elegante: la sua forza fa fatica a essere imbrigliata in bello stile. Ma può inventarsi di tutto, quando parte con la testa bassa, guardando solo la palla e sapendo che di tutto il resto c’è poco di cui curarsi. Pure Merckx non era bello da vedere in bici, ma era Merckx.

Allegri si sfrega già le mani sapendo di poter contare su di lui per la riscossa bianconera. Ma ora Chiesa è del Mancio, ed è di tutta l’Italia. Le sue fiammate, in fondo, sono quel colpo di coda che vorremmo dare alle nostre vite maltrattate dal virus negli ultimi 16 mesi: il mezzo e anche il premio della tenacia, della voglia che si impone nonostante tutto.

Il gol di Morata per l’1-1 è quello dell’amico che poteva rovinare tutto. Chissà quanto ne parleranno, Fede e Alvaro, nelle giornate della stagione che verrà. "Questa vittoria è dedicata a Spina (Spinazzola, ndr) – ha detto Federico dopo una partita che ha finito felice e stremato –. Noi siamo una squadra vera, l’abbiamo dimostrato ancora. Solo grazie a questo siamo arrivati sino a qui. Che fatica, ma siamo pronti per la finale".

Ora l’Italia si giocherà quello che era inimmaginabile, dopo anni che abbiamo già dimenticato, ma che ci erano sembrati infiniti. Federico può riaccendersi ancora, e tutti noi con lui.