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13 giu 2022

Il grande ribaltone di Max Si è ripreso tutto in due mesi

Per l’olandese quattro successi nelle ultime 5 gare. Hamilton salta Montreal?

13 giu 2022
Sergio Perez, Max Verstappen e George Russell sul podio. di Baku: la Red Bull ha ripreso il pieno comando del Mondiale
Sergio Perez, Max Verstappen e George Russell sul podio. di Baku: la Red Bull ha ripreso il pieno comando del Mondiale
Sergio Perez, Max Verstappen e George Russell sul podio. di Baku: la Red Bull ha ripreso il pieno comando del Mondiale
Sergio Perez, Max Verstappen e George Russell sul podio. di Baku: la Red Bull ha ripreso il pieno comando del Mondiale
Sergio Perez, Max Verstappen e George Russell sul podio. di Baku: la Red Bull ha ripreso il pieno comando del Mondiale
Sergio Perez, Max Verstappen e George Russell sul podio. di Baku: la Red Bull ha ripreso il pieno comando del Mondiale

Meno di due mesi per rovesciare il mondiale. In effetti, alla vigilia dell’appuntamento di Imola, Max Verstappen accusava un distacco in classifica nei confronti di Leclerc superiore ai 30 punti. Adesso, ne ha 34 di vantaggio.

Un perfetto ribaltone, reso possibile dalla coincidenza tra la crescita della Red Bull, che da Imola in poi ha sempre vinto, e dal repentino declino della Ferrari, messa in crisi dei problemi di affidabilità e vittima del clamoroso autogol di Montecarlo. L’olandese che guida il campionato ha vinto quattro delle ultime cinque corse, l’unica di queste che non lo ha visto trionfare è stata Montecarlo dove è giunto terzo e il successo è andato al compagno di squadra Perez.

"Stavolta siamo anche stati fortunati – ha spiegato Max –. I ritiri delle due rosse ci hanno spianato la strada. La nostra macchina era molto buona, ma credo che Leclerc avesse azzeccato la strategia giusta cambiando in anticipo le gomme. Senza il suo guaio non credo che sarei riuscito a batterlo".

I fatti, che poi sono numeri, dicono però che il detentore del titolo sta allungando una ipoteca sul bis mondiale. E tutto sembra girare a suo favore. Sì, gli eventi di ieri hanno anche avuto l’effetto di ridimensionare le pretese del compagno di squadra Perez, che non ha saputo sfruttare la miglior posizione di partenza e che ha consumato le gomme molto più rispetto al capitano.

Comunque, in meno di due mesi è cambiato tutti i bibitari adesso sono al comando di entrambe le classifiche iridate. Hanno fatto il pieno di fiducia. E soprattutto si ritrovano di fronte una Ferrari clamorosamente in crisi di identità.

Hamilton. Lontano dai fasti della vittoria, ieri Lewis Hamilton se non altro ha offerto una testimonianza di tenacia. Per l’eccessivo squilibrio della sua Mercedes, il sette volte campione del mondo prima della partenza non aveva escluso di essere costretto a ritirarsi a metà gara per il mal di schiena. Invece ha condotto a termine la corsa, sia pure ancora una volta alle spalle del giovane compare Russell, rispetto al quale ha raccolto sin qui poco più della metà dei punti: 62 contro 116. Un solo podio, per Lewis, proprio nella prima gara in Bahrain dove arrovò terzo, mentre George ne ha saputo collezionare tre senza mai andare oltre la quinta posizione.

Ad Hamilton, via radio, sono arrivate le scuse del capo della scuderia. Ha detto Toto Wolff, sintetizzando una stagione davvero storta per un team che sembrava imbattibile: "Lewis, ci dispiace, quest’anno ti abbiamo proprio dato una macchina di m…". Secondo il numero uno della Mercedes, Hamilton potrebbe non esserci in Canada proprio per il perdurare dei dolori alla schiena.

Leo Turrini

© Riproduzione riservata

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