Samir Handanovic, 36 anni, è stato assoluto protagonista della vittoria di San Siro contro il Napoli
Samir Handanovic, 36 anni, è stato assoluto protagonista della vittoria di San Siro contro il Napoli
di Mattia Todisco La reazione d’orgoglio c’è stata. Fuori dalle coppe europee con la terza eliminazione di fila alla fase a gironi di Champions, l’Inter era chiamata a prendersi la scena in campionato e nelle due gare successive all’indigesto pari con lo Shakhtar ha rosicchiato quattro punti alla capolista Milan. In una classifica dei motivi per sorridere, Conte vede i risultati su tutti, spinti da una serie di fattori evidenti dopo il successo sul Napoli. 1. IL RITROVATO HANDANOVIC Il portiere e capitano non ha cominciato l’anno da saracinesca. Un solo errore...

di Mattia Todisco

La reazione d’orgoglio c’è stata. Fuori dalle coppe europee con la terza eliminazione di fila alla fase a gironi di Champions, l’Inter era chiamata a prendersi la scena in campionato e nelle due gare successive all’indigesto pari con lo Shakhtar ha rosicchiato quattro punti alla capolista Milan. In una classifica dei motivi per sorridere, Conte vede i risultati su tutti, spinti da una serie di fattori evidenti dopo il successo sul Napoli.

1. IL RITROVATO HANDANOVIC

Il portiere e capitano non ha cominciato l’anno da saracinesca. Un solo errore clamoroso contro il Benevento, reso innocuo dalle cinque reti segnate dai compagni, ma anche uno "zero" alla voce miracoli un po’ stretto per chi deve difendere i pali di una contendente allo scudetto. Contro i partenopei, però, lo sloveno ha garantito una fetta consistente del bottino incamerato. Tanti gli interventi nel secondo tempo, prima e dopo il vantaggio per i padroni di casa, grazie ai quali la squadra ha potuto festeggiare al triplice fischio.

2. VINTO LO SCONTRO DIRETTO

Punto debole della stagione passata e di quella attuale era stata finora proprio la capacità di rendere negli appuntamenti chiave. La prestazione non è stata magistrale, il punteggio è stato finalmente quello sperato. E sono punti che pesano, quando si gioca contro squadre dal medesimo potenziale, perché ai tre sommati nella propria graduatoria vanno tolti quelli che l’avversario non può vantare. Paradossalmente i quattro punti in più rispetto ai "cugini" sono arrivati in due giornate sulla carta più complicate per i nerazzurri.

3. IL CALENDARIO.

I nerazzurri ora dovranno vedersela con lo Spezia in casa e il Verona in trasferta. Posto che i successi vanno sempre guadagnati e che spesso l’Inter è inciampata nei momenti clou proprio laddove non ci si attendeva avvenisse, sono confronti sulla carta con avversari meno prestanti del Sassuolo fuori casa e della Lazio a San Siro (il calendario del Milan da qui a Natale).

4. UN SENSI IN PIU’

Il centrocampista è subentrato due volte a gara in corso, contro Cagliari e Napoli. Deve mettersi alle spalle oltre un anno di infortuni, per questo Conte lo sta centellinando in modo da rischiare il meno possibile. Il suo ingresso alla Sardegna Arena e due giorni fa al Meazza è coinciso con buoni riscontri. Anche nel difficile finale nerazzurro in difesa dell’1-0 di Lukaku, uno dei pochi a mantenere lucidità è stato proprio l’ex Sassuolo.

5. LA CERTEZZA LUKAKU

Con il Napoli non ha invece giocato complessivamente una grande partita il belga. Eppure è stata sua la firma decisiva, dagli undici metri, distanza dalla quale non ha ancora mai fallito da quando veste di nerazzurro. Molto si è detto delle sue incertezze quando l’asticella sale, impressione confermata al cospetto di Koulibaly. Ma se il pallone è su quel disco bianco, match chiave o meno, il centravanti di Conte è una sentenza.