Edin Dzeko, 35 anni, e Hakan Calhanoglu, 27, subito decisivi con un gol a testa contro il Genoa, nella prima gara con la maglia dell’Inter
Edin Dzeko, 35 anni, e Hakan Calhanoglu, 27, subito decisivi con un gol a testa contro il Genoa, nella prima gara con la maglia dell’Inter
di Ilaria Checchi Quattro gol per spazzare via dubbi e incertezze, quattro gol per confermarsi protagonista della prossima corsa scudetto: la nuova Inter di Simone Inzaghi ha dimostrato sul campo, a suon di gol e bel gioco, di essere già una squadra vera e di non sentire affatto la mancanza di Romelu Lukaku (in gol ieri dopo soli 15’ contro l’Arsenal). Complice un avversario non dei più ostici e il ritrovato calore di San Siro, i nerazzurri hanno palesato naturalezza nella manovra di gioco, concretezza e, soprattutto, i nuovi innesti arrivati sembrano già essersi perfettamente...

di Ilaria Checchi

Quattro gol per spazzare via dubbi e incertezze, quattro gol per confermarsi protagonista della prossima corsa scudetto: la nuova Inter di Simone Inzaghi ha dimostrato sul campo, a suon di gol e bel gioco, di essere già una squadra vera e di non sentire affatto la mancanza di Romelu Lukaku (in gol ieri dopo soli 15’ contro l’Arsenal). Complice un avversario non dei più ostici e il ritrovato calore di San Siro, i nerazzurri hanno palesato naturalezza nella manovra di gioco, concretezza e, soprattutto, i nuovi innesti arrivati sembrano già essersi perfettamente integrati in gruppo e nelle logiche di gioco del tecnico ex Lazio. Calhanoglu e Dzeko, per esempio, sono stati gli assoluti protagonisti del match contro il Genoa con gol e assist: Inzaghi ha saputo fin da subito caricare mentalmente la squadra trovando certezze nel maturato Bastoni, nel solito imprescindibile Barella e nel monumentale Skriniar.

Anche se il modulo tattico da sempre scelto da Inzaghi è lo stesso di Conte, con la difesa a tre e un centrocampo a cinque in cui l’unica novità è Calhanoglu, il neo mentore ha provato Sensi in posizione leggermente più arretrata rispetto a Dzeko, in assenza dello squalificato Lautaro, facendo vedere però il gioco spumeggiante e veloce suo marchio di fabbrica in biancoceleste: l’Inter ha mostrato maggior palleggio, sfruttando le giocate geniali e la visione globale di Dzeko, puntando più sulla manovra che sul contropiede a cui Conte aveva abituato.

Tra nuove certezze e vecchie conferme, l’ulteriore nota al miele dell’esordio con il Grifone è rappresentata dal ritrovato Arturo Vidal: prima messo sul mercato, poi buttato nella mischia negli ultimi minuti di match, il cileno ha trovato un gol che potrebbe rilanciarlo tra i favoriti del mister infondendogli un rinnovato entusiasmo. In attesa di vedere con più minutaggio sulle gambe Dumfries, a cui Inzaghi ha riservato gli applausi del pubblico di San Siro per un debutto durato solo pochi istanti, i tifosi possono mettere una pietra sopra il passato coccolandosi un Edin Dzeko in formato top: l’ex Roma non ha sbagliato nulla, muovendosi in campo perfettamente e realizzando il suo primo gol in nerazzurro con la maglia numero 9 indosso.

Dopo soli 90 minuti è presto per fare bilanci o paragoni con il passato ma l’Inter sembra davvero cambiata: alla consapevolezza nei propri mezzi, acquisita dopo la conquista del Tricolore, e all’esperienza accumulata Inzaghi ha aggiunto una nuova visione di gioco che andrà a fondarsi sui perni tra gli undici in campo, e tra questi non può non essere annoverato Calhanoglu, l’ex cugino tanto desiderato dal tecnico piacentino. E mentre il mercato volge alle sue battute finali, con l’ad Marotta che ha promesso l’arrivo di un altro attaccante, la strada per arrivare a Correa sembra ormai in discesa: nelle prossime ore sono previsti nuovi contatti tra l’agente dell’argentino Lucci e la dirigenza biancoceleste per sbloccare la situazione.