Leo Turrini

In attesa degli Europei di calcio e forse (ma l’ipotesi di una cancellazione definitiva non è tanto remota, ahinoi...) della Olimpiade di Tokyo, l’imminente mondiale di sci alpino sulle nevi di Cortina promette di essere uno dei pochi eventi “globali” dello sport nel tempo crudele della pandemia. Per questo (e come tenterò di spiegare, anche per ragioni simboliche) scalda il cuore il terzo trionfo consecutivo di Sofia Goggia in una discesa di Coppa. Intanto c’è un elemento... statistico che merita una immediata sottolineatura: nella storia del Circo Bianco al femminile, soltanto una leggenda nota all’anagrafe come Lindsey Vonn è stata capace di far meglio della azzurra. La bionica americana di libere una dietro l’altra ne vinse quattro. Dunque Sofia, ruvida italiana coraggiosa, dopo l’impresa di ieri a Crans Montana è a un passo dal mito. E la suggestione dell’accostamento si accentua quando si pensa che la Goggia è stata l’ultima rivale in pista della fuoriclasse statunitense. È come se tra le due regine della velocità ci fosse stato un ideale passaggio di consegne. Una staffetta all’insegna di una consapevolezza comune: ci sono donne che non conoscono la paura. Non sulla neve. Nemmeno nella vita, ecco. Così arriviamo al simbolismo cui facevo riferimento.

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