La storia Instagram di Gianluigi Donnarumma in volo seduto vicino a Leo Bonucci
La storia Instagram di Gianluigi Donnarumma in volo seduto vicino a Leo Bonucci
di Gianmarco Marchini Le ombre che aleggiavano nel post-partita di Vilnius, ieri hanno preso forma: e la sagoma è quella di Leonardo Bonucci. Il difensore della Juventus è risultato positivo al tampone molecolare al rientro dalla Lituania. Trova, purtroppo, conferma il timore divampato mercoledì sera, quando la Figc aveva comunicato i quattro casi di Covid nello staff dell’Italia. Casi, nel frattempo, diventati sei. Un focolaio aperto con uno degli assistenti del ct Mancini che, presentando sintomi, non era nemmeno partito per l’ultima trasferta, mentre gli altri tre erano stati isolati in terra...

di Gianmarco Marchini

Le ombre che aleggiavano nel post-partita di Vilnius, ieri hanno preso forma: e la sagoma è quella di Leonardo Bonucci. Il difensore della Juventus è risultato positivo al tampone molecolare al rientro dalla Lituania. Trova, purtroppo, conferma il timore divampato mercoledì sera, quando la Figc aveva comunicato i quattro casi di Covid nello staff dell’Italia. Casi, nel frattempo, diventati sei. Un focolaio aperto con uno degli assistenti del ct Mancini che, presentando sintomi, non era nemmeno partito per l’ultima trasferta, mentre gli altri tre erano stati isolati in terra lituana una volta appreso il risultato del collega. Grande dispiacere all’interno della federazione, dal momento che, assicurano, sono state prese tutte le precauzioni del caso. Il virus, però, si conferma avversario difficilissimo da marcare e la notizia di Bonucci, inevitabilmente, squarcia quel velo di speranza che separava la squadra dallo staff tecnico. Se è positivo il bianconero, possono esserlo anche gli altri calciatori prestati alla causa nazionale. Fino a ieri sera, però, tutti negativi, il che non preserva da possibili brutte sorprese. Sull’onda della prudenza, è da sottolineare la scelta del Sassuolo che ha comunicato l’esclusione di Locatelli e Ferrari dalla sfida con la Roma, nonostante i risultati negativi dei test. Una scelta precauzionale che antepone le ragioni della sicurezza collettiva a quelle del campo. Una lezione di cultura sportiva in un calcio, il nostro, che in questi mesi ha litigato su protocolli e decisioni dell’Asl. Applausi a scena aperta.

"È una situazione di allarme, ora tutti devono eseguire tamponi quotidiani e rispettare le regole", ha spiegato all’Ansa, Gianni Nanni, responsabile dello staff sanitario delle squadre di A e medico del Bologna che a Mancini aveva dato Soriano: per lui ci sarà un’osservazione più stretta fino alla sfida di domani con l’Inter, verrà sottoposto a continui tamponi e utilizzerà uno spogliatoio personale. Ma la paura accomuna tutti i club, dal Milan con Donnarumma (negativi i tamponi fino a ieri) che, proprio nel volo di ritorno da Vilnius, sedeva vicino a Bonucci. Trema il Napoli con Insigne, Di Lorenzo e Meret, ma anche con Zielinski visto il focolaio polacco. Tremano Fiorentina (Biraghi e Castrovilli), Inter (Bastoni, Barella e Sensi), Lazio (Immobile e Acerbi) e Roma (Spinazzola, Mancini, Pellegrini, El Sharaawy, e anche Dzeko sotto osservazione per la positività del ct della Bosnia).

C’è chi, poi, i guai se li cerca, come gli juventini McKennie, Arthur e Dybala protagonisti mercoledì di una cena nella villa dell’americano sulle colline sopra Torino. Una festa con rispettive compagne e diversi amici interrotta dai carabinieri chiamati probabilmente dai vicini. La Juve ha fatto sapere che multerà i tre giocatori, ma in queste ore sta valutando l’ipotesi di escludere i tre dal derby di domani col Toro. Ieri Dybala ha chiesto il perdono sui social: "Ho sbagliato e mi scuso, ma non era una festa". Perché c’è qualcosa da festeggiare?