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9 giu 2022

Firenze, Bologna e Romagna: prove di Tour

La corsa del 2024 potrebbe partire dalla Toscana, arrivare in Emilia e toccare Cesenatico, patria di Pantani: "Noi ci siamo"

9 giu 2022
angelo costa
Sport
Lo sloveno Tadej Pogacar a soli 23 anni ha già due vittorie all’attivo nel Tour de France: nel 2024 sarà ancora uno dei favoriti
Lo sloveno Tadej Pogacar a soli 23 anni ha già due vittorie all’attivo nel Tour de France: nel 2024 sarà ancora uno dei favoriti
Lo sloveno Tadej Pogacar a soli 23 anni ha già due vittorie all’attivo nel Tour de France: nel 2024 sarà ancora uno dei favoriti
Lo sloveno Tadej Pogacar a soli 23 anni ha già due vittorie all’attivo nel Tour de France: nel 2024 sarà ancora uno dei favoriti
Lo sloveno Tadej Pogacar a soli 23 anni ha già due vittorie all’attivo nel Tour de France: nel 2024 sarà ancora uno dei favoriti
Lo sloveno Tadej Pogacar a soli 23 anni ha già due vittorie all’attivo nel Tour de France: nel 2024 sarà ancora uno dei favoriti

di Angelo Costa

Segnali di Tour per l’Italia. A spedirli è Pippo Ganna, vincendo la crono del Delfinato per soli due secondi sull’ormai tradizionale rivale Van Aert: in vista della corsa gialla, che a inizio luglio in Danimarca assegnerà la prima maglia con una prova contro il tempo, un bel messaggio di incoraggiamento.

Incoraggianti sono anche i segnali di Tour per l’Italia in vista del 2024: le chances di avere per la prima volta una partenza dal nostro Paese sono decisamente alte. Come già anticipato su queste colonne, la candidatura di Emilia Romagna e Toscana avrebbe superato quella dell’Olanda: c’è la concreta possibilità che fra due anni, nell’ultimo weekend di giugno, il più importante evento ciclistico al mondo parta da qui. Condizionale d’obbligo perché fino al prossimo autunno il direttore della Grande Boucle, Christian Prudhomme, già venuto in un paio d’occasioni a Bologna per incontrare gli amministratori locali, non comunicherà la scelta.

Comprensibile per questo la cauta reazione dei politici coinvolti di fronte alle ipotesi emerse su come il Tour affronterà la partenza dall’Italia: nel confermare che l’unica certezza è la candidatura ad ospitare la corsa, sia il governatore emiliano romagnolo Stefano Bonaccini che il sindaco di Firenze Dario Nardella segnalano che "al momento non è stato chiuso alcun accordo e annunci senza fondamento rischiano di minare un evento che rappresenterebbe una straordinaria opportunità per il territorio e il Paese. Resta ancora molto da fare".

Che ci sia ancora molto da fare lo testimonia l’incertezza sul percorso che il Tour potrebbe seguire nel nostro Paese. Quasi certo che la corsa parta da Firenze, entrata nel progetto per onorare la memoria di Gino Bartali come non è riuscita a fare nel 2014, nel centenario della nascita. Così come è praticamente certo che le tappe italiane siano tre, più una mezza: una dalla Toscana alla Romagna, un’altra con arrivo a Bologna, la terza quasi interamente emiliana, non è escluso venga coinvolta Parma, la più francese città italiana. La mezza tappa dovrebbe partire da Pinerolo e servirebbe per il rientro in Francia.

Per definire il programma di un’operazione che costerà meno di dieci milioni e promette un ritorno quattro volte superiore, serviranno ancora un paio di passaggi, prima di arrivare agli annunci ufficiali. Il primo: il segnale di via libera da parte degli organizzatori francesi, che nel frattempo hanno esaminato le possibilità di allestire arrivi e partenze nelle eventuali sedi di tappa. Il secondo: una serie di incontri dello staff di Bonaccini con gli amministratori delle città coinvolte anche dal passaggio della corsa. Fra queste ci sarà Cesenatico, per il suo valore simbolico: è la città di Marco Pantani, vincitore del Tour 1998 oltre che ultimo campione a vincere nello stesso anno in Italia e in Francia, ed è anche la culla della nonna di tutte le gran fondo mondiali, la Nove Colli. "Vediamo se i sogni diventano realtà", dice Bonaccini: con lui non sarebbe la prima volta.

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