Edin Dzeko, 35 anni, al centro tra Lautaro e Arturo Vidal: con una conclusione di grande classe il bosniaco ha firmato il primo gol nerazzurro
Edin Dzeko, 35 anni, al centro tra Lautaro e Arturo Vidal: con una conclusione di grande classe il bosniaco ha firmato il primo gol nerazzurro
di Mattia Todisco La rincorsa dell’Inter agli ottavi di Champions parte con il successo che serviva. Tre a uno allo Sheriff Tiraspol, che spera in un nuovo miracolo dopo i successi contro Shakhtar e Real Madrid pareggiando una prima volta il vantaggio di Dzeko e cedendo davanti a Vidal e De Vrij. La notizia migliore per Simone Inzaghi, oltre ai tre punti che permettono alla squadra di accorciare a -2 sugli avversari di serata e sulle merengues, è la reazione alla sopraggiunta parità. I nerazzurri, nel momento più importante, si scrollano di dosso le incertezze in zona gol e concretizzano...

di Mattia Todisco

La rincorsa dell’Inter agli ottavi di Champions parte con il successo che serviva. Tre a uno allo Sheriff Tiraspol, che spera in un nuovo miracolo dopo i successi contro Shakhtar e Real Madrid pareggiando una prima volta il vantaggio di Dzeko e cedendo davanti a Vidal e De Vrij. La notizia migliore per Simone Inzaghi, oltre ai tre punti che permettono alla squadra di accorciare a -2 sugli avversari di serata e sulle merengues, è la reazione alla sopraggiunta parità. I nerazzurri, nel momento più importante, si scrollano di dosso le incertezze in zona gol e concretizzano l’assedio aggiungendo anche due legni. Il successo è meritato. Le occasioni migliori le crea l’Inter fin da subito. I gialloneri non fanno barricate, pungono se possono, usano tanti effettivi per seguire l’azione in contropiede. In compenso si prendono tempi lunghi quando devono riprendere il gioco: anche il pari sarebbe oro vista la classifica.

San Siro incita e borbotta, perché Dumfries e Dzeko sprecano entrambi occasioni davanti al portiere che sarebbero da concretizzare. Dagli spalti piovono fischi a Celeadnic quando per battere una rimessa dal fondo fa ricorso alla calma più estrema. Avanzando i minuti lo Sheriff si fa meno spavaldo e più realista. L’Inter prende campo, piano e inesorabilmente. Sfiora il gol su punizione con Dimarco, lo realizza grazie a Dzeko su azione da corner. La sponda decisiva è di Vidal, l’uomo che Inzaghi sceglie per sostituire l’acciaccato Calhanoglu, neanche in panchina. Handanovic partecipa alla serata con una parata importante su Cristiano, che trova un’autostrada sul lato destro dell’Inter lasciato sguarnito da Dumfries. È il primo tentativo nello specchio degli ospiti contro cinque dei nerazzurri nel primo tempo, quelli totali sono già quattordici a cinque.

C’è da essere felici per il vantaggio tanto quanto va ancora registrato il mirino. Quando in avvio di ripresa Perisic sbaglia l’ultimo passaggio e lancia il contropiede di Bruno qualcuno rivede il fantasma di Felipe Anderson. Il tiro è centrale, Handanovic scaccia momentaneamente i fantasmi favorito da una conclusione troppo centrale. Gli errori restano e si replicano. Avanti nel punteggio, l’Inter concede campo per provare a sigillare il bottino e lo Sheriff ne approfitta bucando il portiere con la punizione vincente di Thill, conquistata dopo un’altra sgroppata di Bruno a campo aperto. È un macigno nella testa che serve togliersi subito di dosso e la squadra di Inzaghi dimostra coraggio, voglia di cancellare i recenti trascorsi europei. Tre eliminazioni consecutive ai gironi di Champions che bruciano. La truppa avanza, sciupa un’altra chance con Dumfries, coglie un palo con Perisic, alla fine segna con Vidal grazie al contributo di un monumentale Dzeko.

La linea non cambia: si attacca, alla ricerca del terzo sigillo che arriva grazie a De Vrij. L’urlo di San Siro precede di poco quello per la rete del Porto, segnalata dai tabelloni luminosi. Il finale è senza brividi. Il passo che serviva è stato compiuto.