Da sinistra, Jonathan Milan oro europeo e Rachele Barbieri, bronzo nell’Omnium
Da sinistra, Jonathan Milan oro europeo e Rachele Barbieri, bronzo nell’Omnium
di Angelo Costa Piccoli Ganna crescono. E vincono. Anche se Jonathan Milan proprio piccolo non è: con i suoi 194 centimetri sembra ancor più grande in cima al podio degli Europei della pista di Grenchen, in Svizzera. Non è un caso che il primo oro per l’Italia arrivi dall’inseguimento, dove il ragazzone friulano...

di Angelo Costa

Piccoli Ganna crescono. E vincono. Anche se Jonathan Milan proprio piccolo non è: con i suoi 194 centimetri sembra ancor più grande in cima al podio degli Europei della pista di Grenchen, in Svizzera. Non è un caso che il primo oro per l’Italia arrivi dall’inseguimento, dove il ragazzone friulano allunga la sua annata straordinaria, illuminata dal titolo olimpico del quartetto a Tokyo, dove era uno dei Fab Four azzurri. Per il friulano di Buia, paese di ciclisti, ventun anni da una settimana, reduce dalla Rubè corsa domenica in aiuto a Colbrelli, è una rivincita, dopo il secondo posto agli Europei di un anno fa.

"Questo titolo era il mio obiettivo da mesi: prima della finale anche Pippo mi ha incoraggiato, adesso insieme andremo ai Mondiali", racconta Johnny, dopo aver demolito in finale il coetaneo russo Lev Gonov, raggiunto e superato a un giro dal termine di una prova chiusa piangendo di gioia. E’ già tanto, non è tutto. Ad arricchire il medagliere azzurro è anche Rachele Barbieri, bronzo nell’omnium dominato dalla fuoriclasse britannica Archibald, che ha vinto tutte e quattro le prove.

Alla modenese non basta un’ottima condotta di gara (seconda nello scratch, settima nella tempo race, quinta nell’eliminazione) per saltare la francese Barteau nella corsa a punti, dove vince due sprint.

Anche al Gran Piemonte brilla uno specialista della pista: il previsto sprint a Borgosesia lo firma il neopro britannico Matthew Walls, oro olimpico nell’omnium a Tokyo un paio di mesi fa che dopo una corsa velocissima (quasi 47 la media) batte Nizzolo, l’olandese Kooij e Trentin.