Valentino Rossi esulta dopo la sua prima vittoria in MotoGp al Mugello nel 2002
Valentino Rossi esulta dopo la sua prima vittoria in MotoGp al Mugello nel 2002
di Riccardo Galli Se c’è una ragione, una, per la quale Valentino Rossi potrebbe decidere di rimanere in sella ancora un anno, questa ragione si chiama Mugello. Rileggiamo oggi (e con attenzione) quello che Vale disse, poco più di un anno fa quando il Gp d’Italia fu cancellato a causa della pandemia. "Forse è meglio così, perché non riesco davvero a immaginarmi di correre su quella pista, senza la gente, il pubblico, il mio pubblico lungo il tracciato. Smettere di correre? E dovrei farlo senza salutare la gara alla...

di Riccardo Galli

Se c’è una ragione, una, per la quale Valentino Rossi potrebbe decidere di rimanere in sella ancora un anno, questa ragione si chiama Mugello. Rileggiamo oggi (e con attenzione) quello che Vale disse, poco più di un anno fa quando il Gp d’Italia fu cancellato a causa della pandemia. "Forse è meglio così, perché non riesco davvero a immaginarmi di correre su quella pista, senza la gente, il pubblico, il mio pubblico lungo il tracciato. Smettere di correre? E dovrei farlo senza salutare la gara alla quale tengo di più?".

Il messaggio di Rossi arrivò così forte e chiaro e nelle settimane successive Vale mise la sua firma e l’ok sulla stagione da ultraquarantenne, in Petronas. E allora arriviamo alla storia di questi giorni. Il Mugello c’è, ma il pubblico ancora no e Valentino che farà? Possibile che correndo nella casa, la sua casa vuota, del Mugello non voglia concedersi – proprio come un anno fa – un’altra chance e di rimandare il saluto alla MotoGp il prossimo anno, dopo aver ritrovato tutto e tutti al Mugello? La sceneggiatura perfetta, diciamolo, sarebbe proprio questa.

Anche perché, affetto della gente, dei fans, degli amici e dei rivali, a parte tutto questo, Rossi ha costruito al Mugello gran parte della sua leggenda. Nessuno ha mai vinto tante volte come lui sulla pista della provincia di Firenze: 9 i Gp con Valentino sul gradino numero uno del podio. Nove, di cui sette in MotoGp con una cadenza unica, straordinaria, ovvero sette di fila, ininterrottamente, dal 2002 al 2008. Uno strapotere assoluto che racconta ancora il delirio di quella raffica di gare che ha portato il Mugello sul tetto del mondo nelle classifiche dei Gp più seguiti in assoluto da pubblico e con indici di ascolto tv degni del Festival di Sanremo. Le altre due vittorie arrivarono prima, nella classe 250 (1999) e in 125 (1997).

Ma al Mugello, Rossi ha vissuto anche la tappa più difficile della sua carriera: l’incidente del 2010, nel corso di un banalissimo turno di prove. Valentino si fece male, dovette (ritorno miracoloso a parte qualche settimana più tardi, in Germania) rinunciare alle tappe fondamentali del Mondiale per costruirsi il 10 titolo. Rossi si fermò e si fermò anche la sua corsa al Mondiale. La domenica del Gp. La domenica della gara, in tribuna rimasero incredibili spazi bianchi. Già, perché Vale in pista non c’era. E il Mugello non era più la stessa cosa.

Stavolta, come detto non ci sarà la gente, non ci sarà il suo popolo, al Mugello. Ma è proprio qui che Vale potrebbe spiazzare ancora una volta tutti. E dare appuntamento alla sua storia infinita. Al 2022. Al Gp d’Italia del prossimo anno.