Matteo Darmian, 31 anni, si è mostrato ancora una volta un elemento preziosissimo per i nerazzurri facendosi trovare pronto anche in zona gol
Matteo Darmian, 31 anni, si è mostrato ancora una volta un elemento preziosissimo per i nerazzurri facendosi trovare pronto anche in zona gol
di Riccardo Galli Trenta minuti, anche qualcosa di più, a duecento all’ora. Poi un calo di energia totale. Un black out di condizione fisica e una notte che poteva essere magica è finita in un incubo. Così l’Inter passa a Firenze (1-3) e con una prova di forza va a prendersi _ momentaneamente _ la testa della classifica. Decisivo l’atteggiamento dei nerazzurri nella ripresa quando, complice appunto il calo di tensione fisica della Fiorentina, Inzaghi ha deciso di spingere a tutta nella direzione della difesa viola. E a quel punto Darmian, Dzeko e infine Perisic hanno affondato le speranze e le ambizioni della squadra di Italiano, che per un tempo si era vista in paradiso. Che...

di Riccardo Galli

Trenta minuti, anche qualcosa di più, a duecento all’ora. Poi un calo di energia totale. Un black out di condizione fisica e una notte che poteva essere magica è finita in un incubo. Così l’Inter passa a Firenze (1-3) e con una prova di forza va a prendersi _ momentaneamente _ la testa della classifica. Decisivo l’atteggiamento dei nerazzurri nella ripresa quando, complice appunto il calo di tensione fisica della Fiorentina, Inzaghi ha deciso di spingere a tutta nella direzione della difesa viola. E a quel punto Darmian, Dzeko e infine Perisic hanno affondato le speranze e le ambizioni della squadra di Italiano, che per un tempo si era vista in paradiso.

Che bella era stata la Fiorentina che aveva deciso di provare a far male all’Inter. E per un tempo, tutto il primo tempo, i viola erano stati capaci di regalare emozioni, avevano sognato e fatto sognare.

I nerazzurri? Lì, quasi scombinati dall’aggressività della squadra viola, ma attenti a non subire un secondo (dopo quello di Sottil) che li avrebbe mandati all’inferno. Inferno nel quale, e siamo nella ripresa, finisce la Fiorentina, vittima, forse, anche di quell’intensità di gioco sprigionata all’inizio del match e impossibile da trattenere e gestire per 90 minuti.

La foto del match diventa così l’uno-due Darmian-Dzeko che in tre minuti hanno ribaltato risultato e speranze di Vlahovic e compagni. Poi il rosso per Nico Gonzalez (botta di nervosismo inutile contro l’arbitro Fabbri, due cartellini per proteste in pochi secondi), il tris di Perisic e addio rincorsa alla vetta della classifica.

Gioca d’azzardo, Italiano e anche questa volta farcisce la formazione di novità. Su tutte la conferma di Benassi come terzino destro (Odriozola non è al top), ma anche l’innesto di Nico Gonzalez è una sorpresa. In avanti anche Sottil, mentre sulla mediana, senza Castrovilli, è Duncan a vincere il ballottaggio con Maleh. L’Inter risponde con la coppia d’attacco Dzeko-Lautaro e presenta una mediana tutta idee e fantasia con Barella, Brozovic e Calhanoglu.

Un minuto ed ecco il primo assalto viola: Vlahovic si libera e serve Gonzalez, rimpallo e smanacciata decisiva di Handanovic. Tocca ancora da Handanovic (10’) sventare lo svantaggio nerazzurro su conclusione di potenza di Vlahovic. E al 23’ la squadra d’Italiano passa. Gonzalez ruba palla sulla sinistra, rincorsa, assist al millimetro per Sottil: 1-0. Alla mezz’ora guizzo dell’Inter: Calha ci prova su punizione, Drago è bravo a intercettare sul palo lontano. I nerazzurri iniziano a spingere, inutili le proteste sull’autogol di Nastasic: c’è fuorigioco di Peresic.

La ripresa si apre con un paio di progressioni viola e il pareggio dell’Inter. Contropiede e uno due Dzeko-Barella con quest’ultimo che consegna a Darmian il pallone dell’1-1. Il gol fa male e la Fiorentina crolla sul piano fisico dopo il gran lavoro del primo tempo. Tre minuti e l’Inter raddoppia: angolo di Calhanoglu e testa di Dzeko che lascia di stucco Biraghi. La botta è forte, l’Inter cresce, spinge e punge ma è imprecisa al momento di finalizzare. La Fiorentina però s’innervosisce, non riesce a ripartire e perde anche Gonzalez, espulso per aver applaudito l’arbitro dopo un cartellino giallo. I viola non ci sono più e Perisic la chiude (contropiede con la linea viola immobile) a due minuti dal 90’.

Inzaghi vola in testa alla classifica e aspetta il turno di Milan e Napoli per decidere quanto vale la sua Inter nella corsa allo scudetto.