Giornata di addii: vanno a casa Nizzolo per scelta ("Fatico troppo in salita") e il sesto della classifica, Buchmann (lieve commozione cerebrale), vittima di una maxicaduta di gruppo nel primo chilometro di gara che costringe giuria e direzione di corsa a neutralizzare per oltre mezz’ora la...

Giornata di addii: vanno a casa Nizzolo per scelta ("Fatico troppo in salita") e il sesto della classifica, Buchmann (lieve commozione cerebrale), vittima di una maxicaduta di gruppo nel primo chilometro di gara che costringe giuria e direzione di corsa a neutralizzare per oltre mezz’ora la tappa.

All’elenco rischia di aggiungersi anche Vincenzo Nibali, che non finisce nel groviglio, ma cade da fermo per evitare una bici: si rialza e riparte, ma strada facendo accusa dolore all’emitorace destro. Agli accertamenti in serata il compito di stabilire se è in grado o meno di affrontare il tappone o dovrà fermare qui un Giro per lui senza sorriso. Sorride invece Victor Campenaerts (nella foto), belga dalla testa dura oltre che dalle gambe forti: all’ennesimo tentativo e dopo quattro secondi posti, conquista finalmente la sua prima tappa rosa, la terza di questa edizione per la Qhubeka.

Ventinove anni, titolare del record dell’ora, festeggia il primo centro in una grande corsa a tappe dopo una giornata a ritmo folle (prima ora a 54 orari) anche per colpa sua: è lui con due compagni a formare la fuga di quindici uomini che i big lasciano andare, è sempre lui dopo discussioni varie a spaccarla definitivamente, presentandosi all’arrivo sotto la grandine con l’olandese Riesbeek e freddandolo allo sprint. "Volevamo questo successo perché in montagna non avremo chance. Corro per un progetto benefico per i bimbi in Africa, la bici può cambiarti la vita". Come l’ha cambiata a lui.

a. cos.