Giampaolo Pozzo (Ansa)
Giampaolo Pozzo (Ansa)

Bologna, 18 maggio 2020 - Il presidente dell'Udinese Giampaolo Pozzo entra a gamba tesa contro l'ipotesi di tornare in campo il 13 giugno. Il patron ha chiarito la sua posizione riguardo un'eventuale ripartenza della Serie A in un'intervista rilasciata a Radio Anch'io Sport.

"Ripartire con la Serie A il 13 giugno è un insulto all'intelligenza. Ogni preparatore atletico dice che, dopo due mesi e mezzo di inattività, un calciatore necessita di un mese pieno di allenamenti veri per recuperare la giusta condizione. Noi siamo ancora qui e ci stiamo allenando con gradualità", attacca Pozzo. Ripartire all'improvviso non aiuterà nessuno, secondo l'opinione del presidente friulano: "Si dovrebbe riprendere a fine giugno, così da avere tutto il mese per prepararsi. Il tempo c'è, bisogna solo fare le cose con il cervello".

Sull'esempio tedesco dettato dalla Bundesliga, tornata in campo nel weekend, Pozzo ha le idee chiare: "La Germania ha ripreso in maniera trionfante, ma ha subito tantissimi infortunati giocando una partita a settimana. Noi dovremo persino giocare una volta ogni tre giorni".

La posizione del club bianconero "è chiara, mi dispiace ci siano stati equivoci", prosegue il presidente. "Abbiamo giocato un Udinese-Fiorentina con i toscani che sono arrivati qui con dei contagi da coronavirus, così siamo andati in quarantena. I nostri medici si sono preoccupati perchè la legislazione in questo caso non è chiara, c'è il rischio di subire la responsabilità penale, alla quale non si può che andare incontro senza precauzioni di sorta come un'assicurazione, come invece accade per la responsabilità civile".

Tornando al campo, Pozzo lancia delle frecciatine ai suoi colleghi: "C'è grande individualismo ed egoismo, oguno cerca di fare il furbo. Qualcuno ci ha provato anche allenandosi con il pallone, e ne ho le prove".