Maurizio Sarri alla conferenza stampa di presentazione
Maurizio Sarri alla conferenza stampa di presentazione

Torino, 20 giugno 2019 - La foto finale che immortala la triade juventina Agnelli-Paratici-Nedved e Maurizio Sarri è l'immagine perfetta per far capire la solidità della società nello scegliere il nuovo allenatore. E questo è stato il motivo principale che ha spinto l'ex Chelsea ad accettare senza grossi dubbi la chiamata del "club più importante d'Italia". La Vecchia Signora ha stregato il nativo di Bagnoli, ma anche il contrario, almeno ascoltando le parole di Fabio Paratici, che ha sottolineato come la trattativa si sia dilungata nel tempo solo per rispetto nei confronti del Chelsea. Il direttore sportivo ha affiancato Sarri durante la conferenza stampa di presentazione. Un Sarri (in giacca e cravatta) che ha superato a pieni voti questa prima prova in bianconero, a cominciare dal pensiero rivolto al popolo napoletano, che in queste ore lo sta accusando di tradimento. 

"Ho dato tutto per il Napoli. Negli ultimi mesi della mia esperienza in azzurro ho avuto un dubbio nei confronti della situazione che si stava venendo a creare - sottolinea - Poi la società mi ha tolto questo dubbio annunciando Ancelotti. Avevo offerte importanti in Italia ma ho preferito andare all'estero, dove ho vissuto una bellissima avventura in Premier League. Alcuni motivi personali mi hanno spinto a voler tornare nel mio paese e questo passaggio alla Juve è il coronamento di una carriera lunghissima e difficilissima, durante la quale penso di aver rispettato tutti. Al San Paolo mi applaudiranno o mi fischieranno, ma sarà comunque una manifestazione di affetto. Lo stesso che provo nei confronti dei tifosi napoletani. La chiamata della Vecchia Signora? Una sensazione forte, perché ho visto un club determinato a prendere un allenatore: questo mi ha convinto".

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Ora invece toccherà a Sarri far ricredere gli scettici. "Come? Vincendo e convincendo, non conosco una strada diversa - continua il neo tecnico bianconero - L'obiettivo del successo non è antitetico al giocare bene. Anzi, spero che la mia squadra si diverta e faccia divertire: in questo modo acquisiremmo entusiasmo. Champions League? Abbiamo l'obbligo di partire per provare a vincere, con la consapevolezza tuttavia che ci sono almeno altre 8/9 squadre che hanno la stessa forza e i nostri stessi mezzi". A proposito di risorse tecniche: a Torino Sarri avrà a disposizione Cristiano Ronaldo. "Ho allenato grandi giocatori, ma lui è il top mondiale. Mi piacerebbe aiutarlo a scrivere nuovi record, come ad esempio quello del primato dei gol in serie A. Se può giocare con Dybala? Certo".

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L'argentino è stato citato più volte da Sarri - alla pari di Douglas Costa - come uno dei 2/3 giocatori in grado di fare la differenza e attorno ai quali costruire la squadra e il modulo. "Mi piacerebbe parlare con loro per capire anche quello che pensano di se stessi e delle loro caratteristiche. Higuain? Dipende da lui. La mia sensazione è che abbia vissuto male il post Juve. I dirigenti conoscono meglio i ragazzi, li ascolterò e poi prenderemo una decisione. Richieste particolari? Non ne faccio riguardo a nomi, ma magari a livello di caratteristiche sì. Allegri? Lascia un'eredità pesante, figlia di un lavoro straordinario. Se indosserò la tuta? Non lo so, non abbiamo parlato di questi aspetti. Io preferirei non andare in divisa sul terreno di gioco, ma ne discuteremo serenamente".