Mancini in campo con la Roma
Mancini in campo con la Roma

Roma, 15 novembre 2020 - Sono mesi difficili per il calcio italiano. La pandemia portata dal Coronavirus non risparmia neanche i calciatori, molti dei quali colpiti dal virus e costretti a restare in isolamento. Ma nonostante tutto la Serie A continua e proprio di questo ha parlato Gianluca Mancini, difensore della Roma, al Corriere dello Sport.

Cosa succede al calcio italiano?

"E’ un periodo difficile per tutti, nel mondo del calcio e nel mondo reale, dove tante persone non ci sono più. Noi cerchiamo di stare attenti e continuare il nostro percorso calcistico"- ha dichiarato il giocatore giallorosso- "Il mese scorso, prima di andare in Nazionale, avevamo fatto centinaia di tamponi, in questo ultimo mese ne abbiamo fatti ancora tanti. La Roma è organizzatissima, cerchiamo di scoprire se c’è un positivo per evitare i contagi". C'è tanta attenzione per la salute di tutti e proprio per questo motivo gli stadi resteranno chiusi ancora a lungo: "Le prime partite sono state veramente brutte, una sensazione stranissima. Dentro di noi non c’era quel qualcosa in più che ti trasmettono i tifosi, che ti spingono a dare il massimo. Con il tempo ci siamo abituati, ma lo spettacolo non è più come prima".

La Roma vola

I giallorossi però non hanno risentito di questo periodo complicato: dall'inizio del campionato non hanno mai subito una sconfitta (fatta eccezione per quella contro il Verona a tavolino) e sono tra le squadre migliori in Europa per rendimento. E Mancini non può che sottolineare il lavoro del suo club: "Ha un valore importante. Lo scorso anno abbiamo fatto i primi sei mesi bene, con un allenatore nuovo e a dicembre eravamo a due punti dal quarto posto dell’Atalanta. A gennaio c’è stato un black out incomprensibile, poi abbiamo finito bene la stagione, a parte l’ultima partita con il Siviglia, che poi ha vinto l’Europa League. Avevamo finito in crescendo. Quest’anno siamo partiti tra qualche scetticismo, ma noi siamo convinti della nostra forza, abbiamo più sicurezza, ci conosciamo meglio, è più facile dello scorso anno, quando partimmo da zero".

Anche in difesa la situazione è migliorata per merito del ritorno di Chris Smalling, un giocatore molto stimato dai suoi compagni: "Chris non lo scopro io, se uno fa duecento partite nel Manchester United è forte. Il suo ritorno è stato importante per la sicurezza che dà in campo, io e gli altri siamo giovani, con lui ci troviamo bene. Ma se non prendiamo gol il merito non è solo della difesa, conta il comportamento di tutta la squadra che fa pressing per tutti i novanta minuti, ci aiutiamo a vicenda. Oggi tirarci in porta e segnarci è difficile".

E il pensiero chiaramente va alla lotta per il primo posto, ma Mancini non si sbilancia sulla questione scudetto: "Sappiamo tutti che è un campionato strano, particolare. Infortuni e Covid decideranno la classifica finale. La Juve ha cambiato allenatore e tanti giocatori, la Roma pensa a fare partita per partita e fare il meglio possibile. Il nostro obiettivo è restare tra le prime quattro e giocarci la qualificazione alla Champions, in un campionato così bisogna stare sul pezzo e restare concentrati".

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