Kalidou Koulibaly (LaPresse)
Kalidou Koulibaly (LaPresse)

Napoli, 21 ottobre 2019 - Da anello debole a punto di forza: nelle ultime 6 giornate di campionato la difesa del Napoli è diventata un autentico bunker e il merito di tutto ciò sembra andare oltre i singoli protagonisti.

I DUE ANTIDIVI - L'eccezione c'è e risponde al nome di Alex Meret, grande certezza tra i pali azzurri con le 3 parate in 5'' contro il Verona come manifesto di una reattività fuori dal comune. Se l'ex Udinese finora in stagione ha già collezionato 720', davanti a lui si sono succeduti tanti giocatori ma, nel bene e nel male, il risultato non è cambiato. Cominciamo dalla parentesi negativa che riguarda quella fase iniziale nella quale i partenopei subivano a ripetizione, come testimoniano i 7 gol incassati nei primi 2 turni di campionato (contro Fiorentina e Juventus). Oltre alla quantità, a preoccupare il quartier generale di Castel Volturno era la modalità con cui il Napoli veniva facilmente perforato a ogni minimo affondo, palesando errori di reparto e dei singoli: dalla crisi di Koulibaly, ben esplicitata dal rocambolesco autogol all'ultimo respiro dell'Allianz Stadium e dalla folle espulsione nella debacle interna contro il Cagliari, al difficile adattamento di Manolas, privo della capacità di Albiol di uscire dalla linea con un tempismo quasi perfetto. A tenere la barra dritta nei momenti neri, oltre al già citato Meret, è stato Giovanni Di Lorenzo, sbarcato in sordina all'ombra del Vesuvio e diventato in pochi mesi il pilastro sia degli azzurri campani sia di quelli del ct Roberto Mancini. A dare manforte ai due "antidivi" è presto arrivato il resto della batteria difensiva, artefice del recente boom.

I NUMERI - Dai ben 3 "clean sheet" consecutivi (considerando anche la trasferta di Genk) agli appena 3 gol subiti nelle ultime 6 giornate di Serie A, di cui uno solo su azione (quello realizzato dal cagliaritano Castro). Se a questa statistica si somma anche il rendimento in Champions League, il passivo resta invariato contando però due gare giocate in più. Insomma, da qualsiasi prospettiva la si veda, la difesa del Napoli, dopo la prima sosta del campionato, è la migliore insieme a quella dell'Udinese, che però a sua volta vanta - si fa per dire - pure il peggior attacco del torneo. Questo problema, dopo la rinascita di Milik, sembra non riguardare più gli azzurri, intenzionati mercoledì sera a portare a 270 i minuti di imbattibilità di Meret che, da par suo, non sta a guardare inerme quando arrivano pericoli dalle sue parti.