Napoli, 16 aprile 2018 - Minuto 93 di Milan-Napoli: Milik, pescato al limite dell'area piccola dalla spizzata di Insigne, si aggiusta il pallone sul mancino, calcia di piatto a colpo sicuro ma trova sulla sua strada una parata a dir poco prodigiosa di Donnarumma. Il libro del campionato azzurro potrebbe essere arrivato al capitolo fondamentale.

UN CALO INNEGABILE - E dire che il copione sembrava ricalcare l'inizio della rimonta di una settimana fa contro il Chievo, quando proprio sull'asse Insigne-Milik i partenopei riuscirono a raddrizzare una partita che poi in pieno recupero, esattamente nel solito minuto 93, sarebbe stata vinta grazie alla prodezza di Diawara. Prodezza lo è stata ancora di più il gesto atletico di Donnarumma che, unito ai 3 gol rifilati dalla Juventus alla Sampdoria, ha complicato ulteriormente la strada della banda Sarri verso lo scudetto, distante ora 6 punti. Certo, tra 6 giorni c'è da giocare lo scontro diretto che potrebbe dimezzare il gap dai bianconeri, ma questo Napoli ha ancora la forza fisica e mentale di scalare una salita così ripida? Cominciamo dall'aspetto tecnico. La flessione c'è, è innegabile e confermata in parte anche dagli addetti ai lavori: sentire al riguardo le dichiarazioni di Jorginho nell'immediato post partita. A parlare non è solo il regista italo-brasiliano (''Non so perché siamo calati'') ma anche i numeri: contro il Milan il Napoli ha tirato in porta appena 3 volte. Un'inezia rispetto ai standard di qualche mese fa.

VELOCITA' CERCASI - Di questi 3 tentativi, solo 2 sono stati impegnativi per Donnarumma: il primo a opera di Insigne e il secondo quello last minute di Milik. Un bottino troppo magro se si pensa che davanti a Donnarumma c'era un duo inedito composto da Zapata e Musacchio, con il pacchetto titolare Bonucci-Romagnoli fuori causa. Neanche questo bonus ha riacceso l'appetito offensivo di un Napoli che ha smarrito l'ingrediente chiave del suo gioco: la velocità. Le triangolazioni azzurre oggigiorno sono lente e danno il tempo agli avversari di raddoppiare, specialmente sugli esterni. Il più affaticato è Callejon, che non salta più l'uomo, ma annaspa anche il centrocampo: vedasi un motorino come Allan ora quasi con il freno a mano tirato. Per non parlare di Mertens, ormai un caso, così come lo è il minutaggio troppo scarso di Milik. Tutte grane che Sarri deve risolvere all'alba della settimana a tinte bianconere che tra Udinese e Juventus potrebbe emettere verdetti definitivi in ottica scudetto.