Napoli, 13 marzo 2018 - Sarà solo una coincidenza ma appena sono emersi i dettagli della vicenda Reina-Milan gli automatismi difensivi azzurri hanno mostrato più crepe di quanto non dicano i 4 gol subiti nelle ultime 2 partite.

SCARSO TEMPISMO - E' vero che contro l'Inter il fortino guidato da Albiol ha retto ma ha concesso molte potenziali occasioni ai padroni di casa, complici parecchi errori in uscita soprattutto di Koulibaly e Mario Rui. La rete di Icardi e compagnia non è arrivata ma lo strascico di polemiche sì. Come prevedibile, al centro della bufera è finito il caso Reina, ovvero come rovinare un addio già certo e ben assimilato con un tempismo non eccellente. Andando con ordine, la notizia dell'approdo a partire dalla prossima stagione del portiere spagnolo al Milan è emersa alla vigilia del delicato confronto contro la Roma, terminato poi con un perentorio 4-2 in favore dei giallorossi; le visite mediche di rito sono state programmate come contorno al match con l'Inter, dando a Reina una sorta di alloggio prolungato nel capoluogo meneghino. Intanto la Juventus serrava le fila attuando un sorpasso che domani potrebbe assumere le sembianze del +4 se l'Atalanta finisse ko. Anche in questo caso, con uno scontro diretto ancora da giocare, nulla sarebbe compromesso ma la strada per il terzo Tricolore diventerebbe molto più in salita.

TUTTO IN GRAN SEGRETO - Se la classifica non cambiasse entro fine maggio, sarebbe poi difficile non tornare con la mente ai giorni attuali, con il clamoroso paradosso Reina in atto: lo spagnolo da un lato ha la valigia in mano e un futuro già segnato, dall'altro si fa promotore in prima persona del patto scudetto invitando a crederci anche e soprattutto oggi. Mentre lo fa però firma un succulento biennale con il Milan a 3,5 milioni a stagione con l'opzione fino al 2021, agitando di fatto due piazze: dal capoluogo lombardo spunta il malcontento dei fratelli Donnarumma, da Napoli quello di un'intera città che vede il leader dello spogliatoio intento a programmare il suo futuro con in ballo un Tricolore ancora possibile. Oltre alla sostanza, è stata la modalità a far discutere: le visite mediche svolte di prima mattina in gran segreto, la passeggiata in incognito a Milano e poi il rientro a Napoli sono una liturgia che i tifosi azzurri non pensavano di vivere nella stagione del patto scudetto. Voluto, sottoscritto e poi confermato da colui che oggi indossa virtualmente un'altra casacca. Chiamarlo un controsenso è poco.